di Alessandro Maran
L’Europa si trova di fronte a un compito arduo: spendere di più per la propria difesa, mentre Trump ritira parzialmente l’ombrello protettivo americano. Come ha scritto di recente l’ex Primo Ministro svedese Carl Bildt per
Project Syndicate, i prossimi dibattiti sul bilancio potrebbero pesare molto sul futuro del continente (
https://www.project-syndicate.org/…/upcoming-budget…). E come sempre, i politici europei dovranno valutare con attenzione le priorità della difesa rispetto alle solide e costose reti di sicurezza sociale europee.
Su
Foreign Affairs, Dalibor Rohac ed Eduardo Castellet Nogués scrivono che l’Europa benestante dovrà attingere alle sue vaste fonti di capitale privato.
Come può farlo? Innanzitutto, gli appalti pubblici per la difesa in Europa sono stati a lungo criticati per la loro frammentazione in 27 diverse politiche e diversi sistemi a livello nazionale, ma Rohac e Castellet Nogués scrivono che sarà importante mantenere alcune misure di decentramento, che possono rendere più facile per le startup tecnologiche, e non solo per i colossi dell’industria della difesa, aggiudicarsi gli appalti. Sarà anche importante, scrivono, assicurarsi che tutti si sentano a proprio agio nell’investire nella difesa, che per alcuni europei rimane una sorta di tabù. E la necessità di mobilitare capitali privati li guida a un’altra idea: l’emissione di obbligazioni per la difesa, che possono attrarre investimenti privati attraverso uno strumento sponsorizzato dal governo.
“Per dare all’industria europea la spinta di cui ha bisogno – scrivono – i leader del continente devono sbloccare la sua vasta capacità di investimento. L’UE ospita 39.000 miliardi di dollari di risparmi privati – più di tre volte superiori a quelli degli Stati Uniti – prevalentemente detenuti in valuta e depositi. Per trasformare queste risorse in capacità di difesa, i leader europei dovranno rimuovere le barriere agli investimenti, stabilire un quadro normativo comune per un mercato europeo dei capitali e fornire finanziamenti congiunti per i progetti militari. Non esiste una soluzione rapida al deficit di difesa del continente. Ma le giuste riforme possono contribuire a rendere la sicurezza europea qualcosa che l’Europa può permettersi” (
https://www.foreignaffairs.com/…/funding-europes-firepower).
Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.
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