Il Teatro Franco Parenti di Milano ha ospitato il 24 ottobre un incontro nazionale dei riformisti del Partito Democratico, intitolato emblematicamente “Crescere. Competitività, salari, welfare, sicurezza, Europa. Il contributo dei riformisti.”. Un appuntamento che ha segnato un momento di svolta per l’area riformista del partito, con l’obiettivo di rilanciare una visione politica fondata su contenuti, competenze e vocazione maggioritaria. Efficace – in termini comunicativi e in chiave di confronto politico interno al partito – anche la scelta di alternare, agli interventi dei convenuti all’appuntamento, la riproduzione, su apposito schermo, di passi dei discorsi tenuti da alcuni esponenti del Partito Socialista Europeo all’ultima assemblea di Amsterdam. L’incontro ha avuto due parti.
PRIMA PARTE: rilancio della piattaforma programmatica e della visione riformiste.
– Il tema della crescita è stato declinato in chiave economica, sociale e culturale, con proposte concrete su lavoro, innovazione, equità e formazione.
– È emersa una critica netta alla linea del gruppo dirigente attuale del PD, additato di privilegiare mobilitazioni radicali, emotive e identitarie a scapito di una progettualità politica strutturata.
– I riformisti hanno rivendicato la necessità di un partito pluralista, non accentratore, capace di parlare al Paese con una proposta di governo credibile e pragmatica.
Protagonisti e interventi
– L’incontro è stato aperto da Lorenzo Guerini e chiuso da Graziano Delrio, con interventi di figure di spicco del partito come Pina Picierno, Filippo Sensi, Giorgio Gori, Lia Quartapelle. Hanno partecipato al dibattito anche personalità accademiche, ex responsali di servizi pubblici nazionali (Inps), dirigenti delle organizzazioni sociali dei lavoratori (Cgil e Cisl), della Lega delle Cooperative, della Confindustria.
– La scenografia, con un innaffiatoio come simbolo della crescita, e la colonna sonora (“Revolution” dei Beatles), hanno sottolineato il tono propositivo e generativo dell’iniziativa.
SECONDA PARTE: voce alla platea e forte critica costruttiva.
– Nella seconda parte, il dibattito si è aperto agli interventi del pubblico, numeroso oltre ogni previsione, segno di un fermento reale e diffuso.
– Da questi contributi è emersa una critica vivace e appassionata all’attuale gestione del partito, con una forte richiesta di riorganizzazione del pensiero riformista (copyright Guerini) “nel” e “per” il PD.
– Si è affermata una visione che rifiuta il programmismo tattico fine a se stesso, proponendo invece un programmismo strategico, capace di dare respiro e prospettiva politica ai contenuti concreti inducati, in contrasto con la logica del “campo largo” come mera sommatoria elettorale.
UN INCONTRO DI SVOLTA
L’iniziativa ha rappresentato un momento di riconquista della parola e del pensiero riformista, senza minaccia di scissione ma con l’intento chiaro di cambiare la linea del partito. Un segnale forte per un PD che vuole tornare a essere laboratorio politico, non solo contenitore elettorale.
Sessantacinquenne, romano, studi classici, lavora presso Direzione Trenitalia spa, gruppo Fs italiane. Sin da giovane, militante della sinistra: prima nelle fila della Federazione Italiana Giovanile Comunista (FIGC), poi nel PCI (componente migliorista), fino allo scioglimento del partito. Successivamente ha aderito al PDS, poi DS. Attualmente è socio ordinario di Libertà Eguale.