di Alessandro Maran
Non è ancora chiaro se la prima fase di questo cessate il fuoco porterà a una pace più duratura, ma Zakaria rileva che il successo iniziale di Trump rivela cinque aspetti del Medio Oriente odierno. “In primo luogo, Israele si trova in una posizione di forza dominante”, afferma il conduttore del programma della
CNN. Lo Stato ebraico ha decimato i rivali ed è emerso come una forza militare dominante. Il suo accordo sul cessate il fuoco è stato fondamentale. “In secondo luogo, si possono ottenere concessioni da Israele, ma ci vogliono capitale politico e abilità”, che Trump ha dimostrato. In terzo luogo, l’insieme delle potenze regionali coinvolte in questo accordo riflette una nuova dinamica di potere regionale in cui le monarchie del Golfo sono in ascesa e la Turchia si profila come un’incognita. In quarto luogo, sostiene il giornalista indo-americano, la minaccia dell’Iran è notevolmente diminuita. Infine, secondo Zakaria e come ha sostenuto Martin Indyk su Foreign Affairs poco prima di morire l’anno scorso, la soluzione dei due stati perdura perché è l’unico compromesso praticabile. Il navigato diplomatico americano scriveva che la devastante guerra a Gaza ha, paradossalmente, resuscitato “la apparentemente morta soluzione dei due stati”, e sosteneva che nessun’altra alternativa “avrebbe risolto il conflitto, almeno non senza causare calamità ancora maggiori” (
https://www.foreignaffairs.com/…/martin-indyk-palestine…).
“Per anni, la visione di uno Stato israeliano e di uno Stato palestinese in grado di coesistere fianco a fianco in pace e sicurezza è stata derisa come irrimediabilmente ingenua o, peggio, come una pericolosa illusione. Dopo decenni in cui la diplomazia guidata dagli Stati Uniti non è riuscita a raggiungere tale risultato, a molti osservatori è sembrato che il sogno fosse morto; non restava che seppellirlo. Ma a quanto pare, le notizie sulla morte della soluzione dei due Stati erano enormemente esagerate”, scriveva Indyk. Ma quella soluzione può essere realistica, sottolinea Zakaria, solo se Trump stesso la adotta “e la investe del suo potere e della sua energia. Il suo piano [per Gaza] vi fa un piccolo riferimento. Ma nell’annunciare il cessate il fuoco, ha auspicato non solo in un cessate il fuoco, ma in una ‘Pace Perpetua’. Ciò richiederebbe più di una transazione; richiederebbe una visione. I frutti di quella visione – una pace autentica e duratura – riecheggerebbero nella storia e costituirebbero un premio persino più grande di quello assegnato dal Comitato Nobel ogni ottobre”. Da ascoltare.
Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.
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