di Stefano Ceccanti
La crisi odierna della Quinta Repubblica: qualche ipotesi sulla sua natura e sulle possibili vie d’uscita
1-Partire dalla Terza Repubblica per capire le costanti di lungo periodo: dal dualismo dei testi al monismo assembleare
La Terza Repubblica francese che accompagna il paese dopo la sconfitta militare del 1870, con le leggi costituzionali dal 1875 fino alla sconfitta bellica della prima parte della Seconda Guerra Mondiale nel 1940 si basò su assetto formale dualista della forma di governo, ossia con un Governo che dipendeva sia dal capo dello Stato che dalla maggioranza della Camera. Ne parleremo a Bergamo il mese prossimo.
Com’è noto le leggi costituzionali della III Repubblica erano tre:
legge relativa all’organizzazione dei poteri pubblici (25-28/02/1875);
legge relativa all’organizzazione del senato (24/02/1875);
legge costituzionale sui rapporti tra i poteri pubblici (16/07/1875).
Su quali assetti parlamentari si basavano?
Se guardiamo le elezioni alla Camera nei primi 25 anni dopo le leggi costituzionali del 1876 che si svolgono per lo più col doppio turno di collegio senza soglia di accesso per accedere al secondo turno
notiamo che ci sono ben 8 raggruppamenti parlamentari:
il Gruppo di Estrema sinistra e dei Radicali;
quindi andando verso il centro l’Unione Repubblicana, la Sinistra Repubblicana e il Centro Sinistra;
infine i bonapartisti, gli orleanisti e i Legittimisti.
Se scorriamo alla parte finale della Terza, ossia dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale si arriva a circa 15 gruppi: comunisti, socialisti, 5 gruppi di centrosinistra, 5 di centrodestra e 3 dei destra.
Il momento-chiave è il 1877: il capo dello Stato, il Presidente Mac Mahon nomina un Governo di lotta contro la maggioranza e poi scioglie la Camera che lo ha sfiduciato, ma le urne restituiscono una maggioranza repubblicana. Mac Mahon prima si sottomette e poi si dimette, ma il sistema che si era bipolarizzato pro e contro di lui torna a frammentarsi. Il successore Grévy rinuncia allo scioglimento, ma esso, a differenza dell’analoga crisi inglese del 1834-1835 non transita su un Governo guidato da un Primo Ministro. Finisce il dualismo e si afferma un monismo assembleare.
2-La Quarta Repubblica: con partiti frammentati prosegue il monismo assembleare
La Quarta Repubblica sostituisce il SUMADT (sistema uninominale maggioritario a doppio turno) con la proporzionale con la proporzionale e inserisce una serie di norme di razionalizzazione simili a quelle tedesche, ma l’Assemblea resta frammentata con almeno 5 partiti
https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89lections_en_France_sous_la_Quatri%C3%A8me_R%C3%A9publique
comunisti, socialisti, radicali, repubblicani popolari, moderati
a cui nel 1951 si aggiungono i gollisti.
Se si escludono i comunisti e i gollisti che contestavano il sistema, tutte le forze politiche che compongono l’area centrale di terza forza oscillano tra il 10 e il 15 per cento dei voti. Non c’è quindi da stupirsi che ogni sei mesi occorra turnare la guida del Governo tra i capi di partito e di correnti dell’area centrale, pur sovrarappresentata da una legge a premio di coalizione nel 1951.
3-La Quinta Repubblica e i partiti presidenzializzati
La Quinta Repubblica somma al ritorno del SUMADT anche la nazionalizzazione indotta dall’elezione diretta del Presidente, inserita nel 1962 e praticata dal 1965, oltre a numerose norme molto stringenti di razionalizzazione del parlamentarismo.
Il punto-chiave è però che essa induce una trasformazione presidenzialistica dei partiti che consente sia nel centrodestra con le varie trasformazioni del gollismo sia nel centrosinistra col nuovo partito socialista di stabilizzare il sistema superando bene l’alternanza e, con qualche difficoltà la coabitazione, finché quest’ultima non è praticamente soppressa nel 2002 col quinquennato e l’ordine delle elezioni basato su una precedenza delle presidenziali (riforme introdotte nel 2000).
La duplice crisi di Repubblicani e Socialisti polarizza il sistema su Macron al centro e sul partito lepenista Rn sull’estrema destra con due elezioni tra sistema e anti-sistema, con le ultime due legislative che non danno maggioranze chiare e con Macron che non riesce a strutturare un’area politica.
4-Natura della crisi e vie d’uscita
E’ quindi riemersa la costante tendenza alla frammentazione, non una mera parentesi, che tuttavia non troverebbe soluzione nel cambio di regole, peraltro improbabile. L’elezione presidenziale è radicata e non revocabile, il passaggio alla proporzionale moltiplicherebbe la frammentazione. La situazione potrebbe restare quindi bloccata finché non si riarticola diversamente il sistema dei partiti. E’ possibile evitare un ballottaggio presidenziale sulle estreme Mélenchon-Le Pen (o Bardella)? La crisi del macronismo potrebbe nel centrosinistra rilanciare un’area socialista rinnovata e nel centrodestra i repubblicani?
Sappiamo di non sapere. La via d’uscita comunque può essere solo politica.
Bibliografia essenziale
S. Ceccanti” La forma di governo parlamentare in trasformazione”, Il Mulino, Bologna, 1997
S. Ceccanti, “La crisi odierna della Quinta Repubblica: qualche ipotesi sulla sua natura e sulle possibili vie d’uscita”, in Federalismi.it n. 26/2025, pp. 1/9
C. Fusaro “Le radici del semi-presidenzialiamo. Viaggio alle radici di un modello cui si garda in Italia” con scritti di R. Casella, I. Cappigi, S. Musio, Ribbettino, Soveria Mannelli, 1998
P. Lauvaux, “Le parlementarisme”, Ouf, Parism 1997
M. Morabito, “Histoire constitutionnelle de la France de 1789 à nos jours”, Lgdj, Paris, 2025

Vicepresidente di Libertà Eguale e Professore di diritto costituzionale comparato all’Università La Sapienza di Roma. È stato Senatore (dal 2008 al 2013) e poi Deputato (dal 2018 al 2022) del Partito Democratico. Già presidente nazionale della Fuci, si è occupato di forme di governo e libertà religiosa. Tra i suoi ultimi libri: “La transizione è (quasi) finita. Come risolvere nel 2016 i problemi aperti 70 anni prima” (2016). È il curatore del volume di John Courtney Murray, “Noi crediamo in queste verità. Riflessioni sul ‘principio americano'” , Morcelliana 2021.