LibertàEguale

Digita parola chiave

La patrimoniale non risolve. Ma la paghiamo già

Pietro Ichino domenica 2 dicembre 2018
Condividi

di Pietro Ichino

 

La patrimoniale è già uno dei temi che dividono i candidati nel congresso PD; ma gli italiani stanno già pagando una salatissima “patrimoniale virtuale” per  effetto degli annunci inconsulti del Governo M5S-Lega.

Sembra che uno dei temi centrali del dibattito congressuale nel PD sarà l’imposta patrimoniale, come soluzione dei problemi della finanza pubblica italiana. Secondo il Sole 24 Ore, sarebbero favorevoli i candidati Zingaretti e Martina, contrario Minniti.

Se per “patrimoniale” si intende quella ordinaria, cioè un prelievo permanente sui patrimoni, va detto subito che con le misure adottate dal Governo Monti nel dicembre 2011 – e soprattutto con la reintroduzione dell’IMU sulle seconde case – l’Italia è passata dall’essere tra i Paesi UE con l’imposizione sui patrimoni più bassa, all’essere tra quelli con l’imposizione più alta.

Nella sinistra PD, però, si parla soprattutto di patrimoniale straordinaria, cioè una tantum: “il debito pubblico grava mediamente su ciascun cittadino italiano per poco meno di 40.000 euro? Facciamo un prelievo progressivo una tantum che gravi in media per 10.000 euro pro capite, e avremo ottenuto di allineare in un colpo solo il nostro debito a quello della Francia e di mettere tranquilli i nostri creditori”.

Il problema è che il patrimonio degli italiani è costituito in prevalenza da immobili; se l’aliquota dell’imposta straordinaria fosse, per esempio, il 2 per cento, il contribuente non potrebbe evidentemente versarla cedendo all’Erario il 2 per cento della propria casa. Quanto ai beni mobili – azioni, obbligazioni, conti correnti –, basterebbe anche solo che si incominciasse a parlare di una patrimoniale, ordinaria o straordinaria che fosse, per provocare un fuggi fuggi catastrofico.

Forse è meglio che lo Stato pensi a come usare meglio e dove possibile cedere parte del proprio enorme patrimonio, prima di proporsi di tosare quello dei propri cittadini. Anche perché quest’ultimo, di fatto, il Governo lo sta già tosando pesantemente.

In questi ultimi mesi gli italiani stanno già pagando una patrimoniale straordinaria, senza alcun beneficio per la finanza pubblica: la Banca d’Italia calcola in 145 miliardi la perdita di valore dei soli patrimoni mobiliari privati degli italiani, in conseguenza degli annunci inconsulti dell’Esecutivo giallo-verde.

 

 

Già senatore del Partito democratico e membro della Commissione Lavoro, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Ordinario di Diritto del lavoro all’Università statale di Milano, già dirigente sindacale della Cgil, ha diretto la Rivista italiana di diritto del lavoro e collabora con il Corriere della Sera. Twitter: @PietroIchino

Tags:

1 Commenti

  1. Silvano Lombardo domenica 2 dicembre 2018

    Un provvedimento che potrebbe essere preso in considerazione è quello di reintrodurre una modesta tassazione sulla prima casa compensata da una riduzione (o meglio ancora cancellazione) dell’addizionale IRPEF sui redditi da lavoro ( dipendente ed autonomo). In questa maniera avremmo un beneficio sul cuneo fiscale e ci allineremmo ad altri paesi europei sulla tassazione immobiliare.

    Rispondi

Lascia un commento

L'indirizzo mail non verrà reso pubblico. I campi richiesti sono segnati con *