di Alessandro Maran
Nel pomeriggio di ieri, Zelensky è stato ricevuto da Mattarella al Quirinale. “Con la vicinanza più intensa e concreta, la posizione dell’Italia è e rimane assolutamente ferma e vorrei anche esprimere ammirazione per il comportamento del popolo ucraino, il che rafforza la nostra convinzione di appoggio e sostegno pieno al vostro paese, benvenuto Presidente”, ha detto il capo dello stato accogliendo Zelensky.
Meno male che c’è Mattarella, verrebbe da dire. Tuttavia, nonostante la ripresa delle spedizioni di armi statunitensi, temporaneamente sospese, l’Ucraina è in difficoltà.
“Mentre le cose stanno andando meglio per l’Ucraina dal punto di vista diplomatico, la guerra stessa sembra peggiorare”, ha scritto di recente Gideon Rachman, editorialista del
Financial Times. “Alcuni leader della NATO temono che la situazione in prima linea possa deteriorarsi seriamente entro questo autunno. Ciò sarebbe di gran lunga più importante di qualsiasi impegno cartaceo assunto nel comunicato della NATO della scorsa settimana. Le valutazioni militari suggeriscono che sia le forze armate russe che ucraine si stanno avvicinando al punto di esaurimento. Ma mentre la Russia può probabilmente mantenere l’attuale livello di operazioni per un altro anno, l’Ucraina potrebbe raggiungere un punto di rottura entro sei mesi, se non riceverà un nuovo e significativo supporto militare” (
https://www.ft.com/…/fd4fe246-3dd7-449a-8740-70bcb0ba08a9).
Ciononostante, Michael Carpenter dell’
Atlantic Council scrive su
Foreign Affairs che l’Ucraina potrebbe ribaltare la situazione con un maggiore aiuto occidentale: “La Russia è molto più debole economicamente di quanto molti analisti credano, e sanzioni e controlli sulle esportazioni incisivi possono ancora paralizzare la sua economia di guerra. L’Ucraina sta combattendo in modo intelligente e potrebbe ribaltare le sorti della guerra con droni più sofisticati, sistemi di difesa aerea, missili a lungo raggio e munizioni. Con un cambio di strategia [occidentale], l’Ucraina può ancora vincere la guerra nel breve termine, se sia l’Europa che gli Stati Uniti decideranno di fornirle l’assistenza di cui ha bisogno” (
https://www.foreignaffairs.com/ukraine/ukraine-can-still-win). Come direbbe Mario Draghi: «Do something».
Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.
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