“Washington non è priva di opzioni” per rispondere ai controlli cinesi sulle esportazioni di minerali, scrive Karishma Vaswani, editorialista di
Bloomberg. “Può mobilitare alleati per contrastare la strategia. Un esempio calzante: i Paesi Bassi hanno recentemente deciso di acquisire Nexperia, un’azienda olandese di semiconduttori di proprietà della cinese Wingtech Technology Co., dopo le pressioni di Washington” (
https://www.bloomberg.com/…/china-is-testing-american…). Tuttavia, Gideon Rachman, editorialista del
Financial Times, scrive: “Le terre rare sembrano attualmente l’arma più potente della Cina. Ma ce ne sono altre che potrebbero essere impiegate se la guerra commerciale dovesse intensificarsi ulteriormente. Una nuova analisi pubblicata la scorsa settimana (
https://www.nytimes.com/…/us-drugs-china-production.html) ha mostrato che la Cina è l’unico fornitore di sostanze chimiche chiave in prodotti farmaceutici di largo consumo, inclusi antibiotici e trattamenti per problemi cardiaci, cancro e allergie. Lo studio ha rilevato che, nel complesso, quasi 700 farmaci utilizzati negli Stati Uniti dipendono da ingredienti prodotti esclusivamente in Cina. Con l’aumento delle tensioni geopolitiche e commerciali tra Stati Uniti e Cina, entrambi i paesi hanno cercato punti critici da poter sfruttare. Ma la ricerca americana, finora, ha avuto meno successo” (
https://www.ft.com/…/c2fd550d-cbca-4e39-a9a5-29a1e9d902c4).