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Renzi: “Un’altra strada”, una storia umana

Alberto Colombelli mercoledì 20 febbraio 2019
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di Alberto Colombelli

 

Tornare da un incontro pubblico portandomi a casa una storia di vita e di grande umanità. 

Che va ben oltre di quello che ossessivamente qualcuno va in modo ostinato cercando in ogni nuova apparizione pubblica di Matteo Renzi. Come in questa occasione è quella rappresentata dal lancio del suo nuovo libro “Un’altra strada” (Marsilio Editore), a cui ho avuto il piacere di partecipare domenica 17 febbraio a Treviglio, nella Bassa pianura bergamasca.

Ho incontrato un giovane uomo provato da un’esperienza prolungata sotto i riflettori, reiteratasi nel tempo indipendentemente da quello che in effetti diceva o faceva, profondamente grato nel ritrovare l’affetto incondizionato di chi era lì per il semplice piacere di reincontrarlo senza avere nulla da chiedergli. 

La vita vissuta che tanto gli ha dato e che qualcosa gli ha tolto l’ha segnato e lo riconosce. 

Quanto lo abbia segnato l’ho colto in tre passaggi, che potevano passare inosservati in chi era magari alla ricerca di qualcos’altro, ma che invece mi hanno colpito particolarmente. 

Il primo è nel ricordare che il suo incarico a Presidente del Consiglio incaricato nasceva non dal fatto che fosse un predestinato a cui si doveva fare generosamente spazio sacrificando qualcun altro ma da una situazione di difficoltà del Paese che nè con Monti nè con Letta era riuscito a superare un’impasse richiedendo un ultimo ulteriore tentativo, e che quindi l’aver accettato l’incarico dando l’impressione di essere quello che si sentiva sicuro di essere il solo possibile prescelto non ha giovato e per di più non corrispondeva ad una realtà che probabilmente nemmeno a lui era così chiara in quel momento.

Il secondo è la delusione ormai assorbita di chi ha ritenuto a lungo di essere destinatario naturale di inevitabili diffuse attenzioni e che s’è ritrovato di colpo con molta gente che scendeva rapidamente dal carro tenendosi nascosta il più possibile per poter così meglio abbracciare le nuove opportunità che si proponevano loro. 

Il terzo è che il male umanamente subito è in realtà così profondo che perlomeno per autodifesa merita ora una vera azione civile risarcitoria che decorrerà alla prima data utile del 22 febbraio prossimo. 

Così tutto riconduce ad un comune filo conduttore di chi dopo tanti apparentemente inarrestabili successi ha imparato di colpo a proprie spese difficoltà del vivere che non conosceva di cui ora cerca e cercherà di fare tesoro nel prosieguo. 

Tenendole con sè come bagaglio di esperienze che potranno sicuramente meglio guidarlo nelle proprie scelte future, anche partendo da una maggiore attenzione nella scelta di compagni di viaggio che meritino davvero di essere tali, ma che non potranno condizionarne la capacità di mantenere viva quella preziosa dose di idealismo che si spera possa continuare a prevalere su quel cinismo che oggi ancor più che mai spesso viene vissuto come qualità politica, quando invece rappresenta proprio quanto di più lontano c’è dalla Politica. 

Quella con la P maiuscola, di cui nel suo libro tiene ad affermarne una possibile visione, stando sulle soluzioni e non sui problemi, per continuare a tenere accesa insieme la speranza nel nostro futuro. 

Grazie, ancor di più, di tutto.

Consulente d’impresa, esperto in Corporate Banking. Già delegato dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, è attivo nell’Associazione europeista Freedem e nell’Associazione InNova Bergamo. Ha contribuito al progetto transnazionale di candidatura UNESCO delle ‘Opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo’. Diplomato ISPI in Affari europei. Componente del Comitato scientifico di Libertà Eguale. E’ impegnato nella costruzione di una proposta di alleanza tra tutti gli europeisti riformatori.

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