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Stato palestinese, Bibi dovrebbe sedersi al tavolo

Alessandro Maran mercoledì 24 Settembre 2025
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di Alessandro Maran

 

Negli ultimi giorni un gruppo di paesi influenti ha riconosciuto lo Stato palestinese. Lunedì la Francia ha dichiarato tale posizione in occasione di un vertice ONU sullo Stato palestinese, da essa co-presieduto con l’Arabia Saudita (https://edition.cnn.com/…/france-palestine-state…). Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo hanno fatto annunci simili nel fine settimana. Anche il Belgio ha fatto lo stesso, ma ha affermato che il riconoscimento avrà effetto solo se Hamas verrà rimosso e i suoi ostaggi saranno riportati da Gaza.
Queste dichiarazioni di riconoscimento sottolineano quanto il consenso internazionale si sia consolidato a favore dello Stato palestinese e contro le politiche di Israele. Tuttavia, le dichiarazioni rilasciate finora sono state simboliche: per i palestinesi poco è cambiato.
Un video del New York Times mostra reazioni contrastanti da parte degli abitanti di Gaza (https://www.nytimes.com/…/palestinians-react-to…). Alcuni accolgono lo sviluppo come qualcosa di atteso da tempo ma altri affermano che si tratta solo di parole, mentre la loro vita quotidiana continua immutata in mezzo a un conflitto devastante. In un articolo ospitato dal Times, Mustafa Barghouti della Palestinian National Initiative scrive da Ramallah: “Il riconoscimento dello Stato palestinese (…) è benvenuto di fronte alla negazione decennale da parte di Israele del diritto all’autodeterminazione dei palestinesi e a un piano di espansione degli insediamenti che ‘seppellisce l’idea di uno Stato palestinese’, come ha recentemente affermato il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich. Tuttavia, nella migliore delle ipotesi, si tratta di un simbolismo vuoto e, nella peggiore, di una distrazione dalla mancanza di azione per fermare la guerra israeliana a Gaza e la fame e lo sfollamento forzato di circa due milioni di palestinesi che vi vivono. Qualsiasi riconoscimento dello Stato palestinese dovrebbe essere accompagnato da azioni concrete volte a ritenere Israele responsabile delle sue politiche illegali e distruttive” (https://www.nytimes.com/…/palestinian-statehood-united…).
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso che, nonostante la dichiarazione rilasciata da questi paesi, non si formerà uno Stato palestinese. Ma su Foreign Affairs, l’esperta di politica israeliana della RAND Corporation Shira Efron scrive che l’opinione generale internazionale è cambiata e Israele dovrebbe confrontarsi con essa. “In Medio Oriente, se non ti siedi a tavola, probabilmente finirai sul menu”, scrive Efron. “Invece di respingere categoricamente i tentativi di intervento del resto del mondo, Israele dovrebbe chiarire di accettare i punti chiave della Dichiarazione di New York, partecipare alle discussioni su come attuarli, cercare di discutere degli elementi di preoccupazione e chiedere ulteriori misure cruciali, come il riconoscimento del diritto degli ebrei all’autodeterminazione all’interno di Israele. Solo allora il corso degli eventi in Medio Oriente potrà cambiare: dal riconoscimento unilaterale, dalla frammentazione regionale e dall’isolamento internazionale di Israele all’integrazione regionale e a una maggiore sicurezza per palestinesi e israeliani” (https://www.foreignaffairs.com/…/israel-can-no-longer…). Da leggere.
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