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Sudan, la strada per la pace passa per Abu Dhabi, Il Cairo e Riyadh

Alessandro Maran domenica 16 Novembre 2025
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di Alessandro Maran

 

🇸🇩 In merito alla catastrofe sudanese, vale sempre la pena di tornare alla spiegazione geopolitica di Comfort Ero e Richard Atwood (https://www.foreignaffairs.com/…/sudan-and-new-age…). La guerra civile, che dura da più di due anni, è tornata sulle prime pagine dei giornali internazionali questa settimana, dopo che le Forze di Supporto Rapido hanno conquistato El Fasher, la capitale della regione del Darfur, a seguito di un terribile assedio. Il Sudan, si sa, è teatro di quella che potrebbe essere la peggiore crisi umanitaria al mondo. Dal suo inizio, nell’aprile 2023, la guerra ha causato circa 14 milioni di sfollati, il paese ha assistito a terribili violazioni dei diritti umani e questo mese le Nazioni Unite hanno confermato la carestia nella capitale del Darfur settentrionale e nelle aree circostanti (https://www.wfp.org/…/famine-conditions-confirmed…).
L’articolo di Ero e Atwood, pubblicato da Foreign Affairs nel 2023, spiega come le politiche di potere regionali abbiano creato le condizioni per la guerra del paese e, con le complesse forze da loro descritte ancora in gioco – tra cui l’ingerenza di “una schiera sempre più ampia di attori esterni” – la loro analisi è valida anche oggi.
“Il 26 ottobre, un orribile massacro si è rapidamente consumato nel Darfur settentrionale, quando le Forze di Supporto Rapido (RSF) – una delle due principali fazioni nella feroce guerra civile sudanese durata due anni e mezzo – hanno conquistato la capitale, El Fasher. Il mondo ha finalmente rivolto lo sguardo verso questa guerra genocida, grazie ai video girati e diffusi dagli stessi assassini. Le riprese ravvicinate e senza montaggio sono troppo raccapriccianti per essere mostrate in televisione e sui giornali. Ma pozze di sangue sono visibili dai satelliti nello spazio. In un solo ospedale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i combattenti hanno ucciso 450 pazienti e operatori sanitari, oltre ai loro familiari”. Così il ricercatore e attivista umanitario Alex de Waal sempre su Foreign Affairs (https://www.foreignaffairs.com/sudan/terror-returns-darfur).
Ma de Waal scrive che il complicato coinvolgimento di paesi stranieri potrebbe anche essere la via verso la pace, considerato che un’iniziativa di pace regionale guidata dagli Stati Uniti (https://www.reuters.com/…/us-saudi-arabia-uae-egypt…/) si è dimostrata promettente coinvolgendo potenze del Medio Oriente come Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (https://www.reuters.com/…/sudans-rsf-agrees-us…/). “Sebbene il sostegno straniero abbia permesso ai generali sudanesi di combattere la loro guerra, tale sostegno crea anche un effetto leva per porvi fine”, sostiene de Waal, chiedendo maggiore pressione da parte della Casa Bianca. “La strada per la pace in Sudan passa per Abu Dhabi, Il Cairo e Riyadh”.
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