di Carlo Fusaro
L’Unione europea è questa. Coi suoi limiti, coi suoi valori, con la sua grandezza che si staglia nel mondo ogni giorno di più.
E piantiamola per favore con le lagne pelose sulla sua debolezza e la sua presunta impotenza.
Il suo, il nostro!, modello di vita è attaccato da tutte le parti, da nemici agressori (la Russia) e dagli (ex?) alleati (gli Usa dei Trump e dei Vance). E anche da avversari interni oggi i più insidiosi e pericolosi in combutta con chi appunto sostiene e propaganda valori diversi o addirittura opposti.
Siamo un’unione di stati (relativamente) indipendenti. Le cose principali le dobbiamo decidere all’unanimità. Ci mettiamo più dei grandi stati autoritari: Russia, Cina e, finché c’è Trump unhinged con dalla sua parte Congresso e Corte suprema, anche Usa.
Abbiamo la guerra in casa ma anche opinioni pubbliche che in parte non se ne sono accorte e classi dirigenti che in parte fan finta di non vedere.
Abbiamo alcuni governi più amici di Trump e Putin che della sovranità europea (paradossalmente in nome della sovranità nazionale: una vera contraddizione in termini, un assurdo ossimoro): vedi Ungheria di Orbán, Slovacchia di Fico, Cechia di Babiš (ma Orbán sembra destinato a una prossima sconfitta elettorale).
Abbiamo la Le Pen o Bardella forti in Francia, Farage in Uk, l’AfD in Germania e non cito Meloni in Italia perché non merita di essere accomunata a costoro (ma subisce il fascino di Trump ed è costretta a tener conto di un Salvini qualsiasi).
In tutto questo però troviamo la forza di finanziare la difesa Ucraina per oltre due anni e se rinviamo il Mercosur è solo per qualche settimana e per dar respiro al povero Macron e un ruolo all’Italia.
Ma la sostanza c’è.
Dice: si doveva confiscare il tesoro russo in Euroclear… Il fatto è che non era una grande idea, e si rischiava il boomerang. Vedremo più avanti. Intanto sono risorse bloccate a tempo indeterminato e alle esigenze dell’Ucraina si provvede con debito europeo (a 24: cooperazione rafforzata) alla faccia dei c.d. frugali.
E vi par poco?

Presidente del Comitato scientifico di Libertà Eguale. Già professore ordinario di Diritto elettorale e parlamentare nell’Università di Firenze e già direttore del Dipartimento di diritto pubblico. Ha insegnato nell’Università di Pisa ed è stato “visiting professor” presso le università di Brema, Hiroshima e University College London. Presidente di Intercultura ONLUS dal 2004 al 2007, trustee di AFS IP dal 2007 al 2013; presidente della corte costituzionale di San
Marino dal 2014 al 2016; deputato al Parlamento italiano per il Partito repubblicano (1983-1984).