di Alberto Colombelli
Leggere il proprio tempo è prerogativa essenziale per poter sviluppare una visione che sia all’altezza della missione che si intende perseguire, quella che apra con speranza al futuro.
Lo si deve fare uscendo dalle dinamiche quotidiane che condizionano il dibattito pubblico, in cui sempre più si rischia di essere coinvolti producendo una cultura incapace di andare in profondità e che stando in superficie fa il gioco del peggiore, che nulla crea e tutto distrugge.
Così da tempo attendo sempre la produzione di due rapporti particolarmente importanti in questa direzione, che quest’anno casualmente sono stati entrambi diffusi il 5 dicembre.
Il primo è il Rapporto CENSIS sulla situazione sociale del Paese che offre una chiave di lettura rigorosa e attendibile su come vivono e come si sentono gli italiani, che viene presentato regolarmente ad inizio dicembre di ogni anno.
Il secondo è il USA National Security Strategy (NSS), il documento più importante per conoscere la linea strategica ufficiale di difesa e di politica estera dell’amministrazione americana in carica, emanato direttamente dal Presidente degli Stati Uniti d’America, che senza una cadenza fissa viene presentato generalmente un paio di volte nell’arco di un mandato.
Nel Comunicato Stampa del CENSIS quest’anno l’Italia viene presentata un Paese faccia a faccia con il presente, per le difficoltà contingenti che i cittadini devono affrontare e per la loro ormai consolidata incapacità di andare oltre l’orizzonte del quotidiano:
“La società italiana, non riuscendo a spezzare la trappola del declino, ha rimodulato attese e desideri.
Certo, scontando la perdita di potenza dei trascorsi processi di ascesa economica e sociale, e se
senza poter contare su riforme e adeguamenti strutturali alle grandi trasformazioni in corso.
Nel saper stare insieme sull’esistente si sfebbrano gli eccessi, si metabolizzano aggressività ed esclusione, si contrasta l’instabilità politica e sociale, si limitano le conseguenze del ritardo dello sviluppo economico.
Ma l’autonoma difesa immunitaria non basta: non può sostituire la necessità di visione e di azione.
Se resistere, adattarsi, stare dentro le crisi è diventata un’attitudine italiana, stare nel presente non deve ridursi però all’eccesso di presenza di gesti e parole, in una sterile disputa quotidiana su qualsiasi argomento di attualità, magari nell’auspicio di mobilitare la società. Il più importante terreno di impegno sul quale misurarsi oggi consiste nel coltivare il presente al di là di ogni ambizione di presenza.”
C’è da parte del CENSIS una descrizione molto chiara dell’epoca che gli italiani stanno attraversando, lo sintetizza in queste parole che poi trovano nel Rapporto ampio approfondimento:
“Ci siamo inoltrati nell’età selvaggia, del ferro e del fuoco.
(…) Il Grande Debito inaugura il secolo delle società post-welfare.
L’Italia spende più per interessi (85,6 miliardi) che per investimenti (78,3 miliardi): superano dieci volte le risorse destinate alla protezione dell’ambiente (7,8 miliardi).
Il lungo autunno industriale rischia di scivolare nel gelido inverno della deindustrializzazione (non basta l’antidoto del riarmo).
E sale la febbre del ceto medio, nonostante l’arte arrangiatoria degli italiani.
Ecco la vertigine e la speranza di un popolo che, con i barbari alle porte, non prende alloggio al «Grand Hotel Abisso»: non si abbandona alla profezia dell’apocalisse e sceglie il piacere.”
Se il Rapporto CENSIS offre una lettura sulle condizioni dell’Italia e degli italiani sviluppata da un autorevole ente di ricerca, la USA National Security Strategy 2025 (NSS) invece esprime in via ufficiale il reale pensiero strategico dell’Amministrazione USA su difesa e politica estera.
Quello che accomuna i due documenti è che ci portano su piani diversi rispetto alla retorica – opportunistica, superficiale e inevitabilmente frutto di valutazioni soggettive più o meno strumentali – con cui ogni giorno ci confrontiamo, indicandoci l’una in modo autorevole e l’altro in modo urgente come stanno esattamente le cose.
E sui temi politica estera e sui suoi riflessi da noi, così centrali in questo nostro tempo turbolento, il dramma per chi crede nella democrazia liberale e nello Stato di diritto è che la realtà vede il Rapporto CENSIS 2025 indicare che “il 30% degli italiani adesso ha una convinzione inaudita: le autocrazie sono più adatte allo spirito dei tempi” e che nella USA NSS 2025 l’Amministrazione americana indica chiaramente la sua linea di stretta realpolitik:
“È un interesse prioritario degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire escalation non intenzionali o espansione del conflitto, ristabilire la stabilità strategica con la Russia, e permettere la ricostruzione post-bellica dell’Ucraina per garantirne la sopravvivenza come Stato vitale.”
L’obiettivo ora dichiarato ufficialmente dell’Amministrazione USA sulla guerra in Ucraina non è più quello di respingere l’aggressore e ricercare una pace giusta e duratura, ma solo il “ristabilimento della stabilità strategica con la Russia”.
La NSS lo fa peraltro anche contestualmente criticando in modo deciso i governi europei, accusandoli di essere “governi minoritari instabili” che “calpestano i principi fondamentali della democrazia per sopprimere l’opposizione”, mentre “una larga maggioranza europea vuole la pace, ma questo desiderio non si traduce in politica”.
Parole ufficiali, dirette, che non lasciano spazio a interpretazioni.
Come evidenziato chiaramente in questo allarmato monito di Raphaël Glucksmann, europarlamentare:
“Questo documento è fondamentale.
Sta mettendo tutto nero su bianco: l’amministrazione Trump sta combattendo l’Unione Europea, sostiene l’estrema destra in ciascuna delle nostre nazioni, conferma la visione del mondo del Cremlino e non alzerà un dito per aiutarci ad affrontare Putin.
Al contrario, lei farà di tutto per indebolirci di fronte alla minaccia esistenziale al nostro continente.
L’affermazione di una potenza autonoma europea è ormai questione di sopravvivenza delle nostre democrazie.
E chi si oppone ostinatamente non sono solo avversari politici, ma nemici.
Li combatteremo.
Da dove sono venuti.
Indipendentemente dalla loro etichetta politica.
Ecco il rischio vitale delle settimane, mesi e anni a venire.
Tutto il resto dipende da questo.”
(Raphaël Glucksmann, sulla USA NSS 2025)
Come espresso con preoccupazione da Anne Applebaum, editorialista de The Washington Post, Premio Pulitzer 2004 e autrice tra gli altri de “Autocrazie. Chi sono i dittatori che vogliono governare il mondo” (Mondadori, Premio Strega saggistica internazionale 2025):
“Questo documento è il suicidio degli Stati Uniti così come li abbiamo conosciuti da dopo la Seconda guerra mondiale.
Donald Trump tradisce gli alleati e distrugge la reputazione americana nel mondo.
(…) Washington dichiara che non ha alleati, ma solo interessi economici: un partner di cui non ci si può più fidare.
(…) È un disastro non solo per l’Ucraina, ma per gli alleati europei.
Trump ci dice che il business con noi è meno interessante che non con Mosca e che dunque le preoccupazioni per la nostra sicurezza sono ai suoi occhi secondarie.”
(Anne Applebaum, intervista di Lorenzo Cremonesi, la Repubblica, 6 dicembre 2025)
Questa è un ’era storica di responsabilit.à
Di ciascuno di noi, nessuno escluso.

Consulente d’impresa, esperto in Corporate Banking. Già delegato dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, è attivo nell’Associazione europeista Freedem e nell’Associazione InNova Bergamo. Ha contribuito al progetto transnazionale di candidatura UNESCO delle ‘Opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo’. Diplomato ISPI in Affari europei. Componente del Comitato scientifico di Libertà Eguale. E’ impegnato nella costruzione di una proposta di alleanza tra tutti gli europeisti riformatori.