di Alessandro Maran
Nella destra americana stanno emergendo due visioni contrastanti, tra loro incompatibili. “Il groyperismo non è conservatorismo. È antiamericanismo”, ha scritto Vivek Ramaswamy, l’ex candidato repubblicano alla presidenza che ha ricoperto brevemente il ruolo di co-leader, con Elon Musk, del Doge, il fantomatico dipartimento per l’efficienza governativa.
Questa settimana, in un editoriale del
New York Times, Ramaswamy ha scritto: “L’americanità non è una qualità scalare che varia in base alle proprie origini. È binaria: o sei americano o non lo sei. Sei americano se credi nello stato di diritto, nella libertà di coscienza e nella libertà di espressione, nella meritocrazia senza pregiudizi razziali, nella Costituzione degli Stati Uniti, nel sogno americano e se sei un cittadino che giura fedeltà esclusiva alla nostra nazione (…) I leader conservatori dovrebbero condannare – senza esitazioni – le prevaricazioni dei Groyper. Se, come Fuentes, credi che Hitler fosse “davvero fottutamente figo”, o se chiami pubblicamente Usha Vance una ‘jeet’ [un insulto razziale contro le persone di origine indiana] allora non hai posto nel movimento conservatore, punto e basta” (
https://www.nytimes.com/…/republican-identity-divide.html).
Oliver Bateman sostiene su
UnHerd che “Ramaswamy probabilmente perderà la scommessa” contro il razzismo e l’antisemitismo. “La sua notorietà e le credenziali MAGA gli danno una buona possibilità nella corsa a governatore ma, per quanto riguarda la più ampia battaglia ideologica, la direzione di marcia è chiara. Un segnale del genere è arrivato a ottobre, quando il presidente della Heritage Foundation Kevin Roberts ha inizialmente difeso Fuentes come vittima della cancel culture dopo l’intervista amichevole [molto criticata] di Tucker Carlson con lo streamer” (
https://www.theguardian.com/…/conservative-reaction…), prima di scusarsi in seguito. “Il partito che un tempo gareggiava per mostrare il più fervente sostegno a Israele ora inquadra l’antisemitismo come una questione di libertà di parola”.
Quella di Ramaswamy, scrive Bateman, “equivale a una dichiarazione di guerra contro la destra ‘Groyper’”: “L’articolo delinea due visioni incompatibili per il Partito repubblicano: una politica identitaria bianca basata sul sangue e sul suolo contro un americanismo basato sugli ideali. È il riconoscimento più esplicito finora da parte di una figura di spicco del GOP che Nick Fuentes e il suo movimento, lungi dall’essere semplici troll, stanno guadagnando terreno nella battaglia per l’anima del partito” (https://unherd.com/…/vivek-ramaswamy-is-fighting-a…/).
Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.
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