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La Siria è il paese dell’anno secondo l’Economist

Alessandro Maran lunedì 22 Dicembre 2025
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di Alessandro Maran

 

Ogni Natale, The Economist designa un Paese dell’anno. “Non il più felice: sarebbe quasi sempre un Paese scandinavo, il che renderebbe la competizione noiosa e prevedibile. Né il più influente: sarebbe sempre una superpotenza. Cerchiamo piuttosto di identificare il Paese che è migliorato di più, economicamente, politicamente o in qualsiasi altro modo rilevante”, scrive la rivista britannica (ad esempio, l’Italia è stata nominata “Paese dell’anno” nel 2021).
Per l’Economist, la Siria è il “paese dell’anno” per il 2025. L’Argentina si è piazzata al secondo posto, scrive la rivista, apprezzando le radicali misure di austerità fiscale intraprese dal presidente libertario Javier Milei, che sta cercando di porre fine a decenni di cattiva gestione economica e di guidare l’Argentina verso un’economia stabile con valori monetari prevedibili. Ma il primato è andato alla Siria, che lo scorso dicembre ha detronizzato il dittatore Bashar al-Assad dopo oltre un decennio di brutale guerra civile.
Sebbene quella rivoluzione finale sia stata guidata dal gruppo jihadista HTS, e sebbene l’attuale presidente ad interim Ahmed Al-Sharaa sia egli stesso un ex jihadista, l’Economist osserva che la Siria non è diventata “una cupa teocrazia islamista” e non è sprofondata nel caos, come alcuni temevano dopo la presa del potere. L’Economist scrive: “Le donne non sono obbligate a coprirsi o a rimanere a casa. Il divertimento e, sì, l’alcol sono consentiti. Sharaa ha portato una serie di sorprese positive, tenendo unito il paese e instaurando buoni rapporti con l’America e gli stati del Golfo. Con l’allentamento delle sanzioni occidentali, anche l’economia sta iniziando a riprendersi. Rimangono enormi problemi. Le milizie hanno compiuto due atroci massacri locali di minoranze, in cui sono morte 2.000 persone. Sharaa governa in modo clanico, e in un paese così fragile molto potrebbe ancora andare storto. Ciononostante, la Siria nel 2025 è molto più felice e pacifica di quanto non fosse nel 2024. La paura non è più universale. La vita non è facile, ma è più o meno normale per la maggior parte delle persone. Votando con i piedi, circa 3 milioni di siriani sono tornati a casa. Anche la nostra scelta va alla Siria” (https://www.economist.com/…/the-economists-country-of…).
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