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L’assalto di Trump all’Onu

Alessandro Maran giovedì 25 Settembre 2025
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di Alessandro Maran
Ormai le molte falsità, le esagerazioni e le affermazioni stravaganti e autopromozionali sono diventate quasi un cliché: troppo banali e scontate per essere elencate. Quasi, per l’appunto. In un importante discorso tenuto ieri alle Nazioni Unite, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto falsamente che Londra spera di attuare la legge della Sharia e che il cambiamento climatico è “la più grande truffa mai perpetrata al mondo, a mio parere”. In seguito, Trump ha definito “fasullo” l’accordo di Parigi sul clima.
Un’altra fandonia evidente: “Tutti dicono che dovrei ricevere il Premio Nobel per la Pace” (gli sforzi di Trump per la pace sono stati reali, anche se non è chiaro in che misura abbia contribuito alla fine dei conflitti; quest’anno, Trump ha insistito con successo per un cessate il fuoco tra Thailandia e Cambogia, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo e altri paesi in conflitto). Trump ha dedicato la prima parte del suo discorso, durante la quale il suo teleprompter non funzionava, a vantarsi di aver posto fine a “sette guerre”, a criticare aspramente Joe Biden e ad attaccare le Nazioni Unite. L’organismo, si è lamentato, non gli ha nemmeno telefonato, mentre lui stava ponendo fine a quelle guerre.
Inutile dire che nessun altro presidente degli Stati Uniti si è comportato così all’ONU. L’attacco degli Stati Uniti all’ONU si basa su un tragico malinteso, titola Bloomberg: “L’amministrazione Trump considera le Nazioni Unite un’inutile fogna woke. Invece, l’ONU riflette il mondo così com’è, riunito per ‘salvare l’umanità dall’inferno’”. Il columnist di Bloomberg Andreas Kluth sottolinea infatti la portata sismica del passaggio dell’America da sostenitrice dell’ONU ad antagonista dell’ONU. “Questo è oggi quel che sembra essere l’America – co-fondatrice, ospite e garante per ottant’anni del sistema delle Nazioni Unite – che divora i suoi figli come Crono”, scrive Kluth. “E i volti impassibili e i sussulti occasionalmente udibili sono quelli del mondo riunito che teme il destino di quella che i diplomatici chiamano la ‘comunità internazionale meno uno’. Gli Stati Uniti potrebbero uscire o meno dall’ONU (https://foreignpolicy.com/…/trump-washington-united…/), così come un tempo avevano reso orfana la Società delle Nazioni. Ma è già abbastanza grave che l’America si sia trasformata da principale benefattore del sistema a suo demolitore” (https://www.bloomberg.com/…/trump-un-assault-rests-on-a…).
Tra le numerose rimostranze di Trump, scrivono Alexander Ward, Robbie Gramer e James T. Areddy del Wall Street Journal, sono stati gli “attacchi del presidente contro quello che ha definito un ‘mostro a doppia coda’” – immigrazione ed energie rinnovabili – “a risuonare più forte nella sontuosa sala dell’Assemblea Generale” (https://www.wsj.com/…/trump-says-migration-and-climate…). Le Monde e AFP aggiungono: “Il primo discorso di Trump all’ONU nel 2018 ha visto i suoi colleghi leader ridere del repubblicano, ma questa volta il suo attacco frontale all’organizzazione globale e agli alleati degli Stati Uniti è stato accolto in un silenzio quasi totale” (https://www.lemonde.fr/…/trump-attacks-un-europe-and…).
A febbraio, Trump ha manifestato il suo disprezzo per l’ONU annunciando tagli ai finanziamenti statunitensi e il ritiro degli Stati Uniti da vari organismi delle Nazioni Unite come l’UNESCO (https://www.whitehouse.gov/…/withdrawing-the-united…/). Nel corso della puntata di domenica di GPS, Fareed Zakaria ha discusso di questi tagli con il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres (https://edition.cnn.com/…/gps-0921-un-chief-guterres…). Anton La Guardia di The Economist, ha affermato in un recente video esplicativo che è meno probabile che Washington si ritiri completamente dall’ONU. Piuttosto, il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle Nazioni Unite probabilmente “decadrà” e il mondo si ritroverà con “un’ONU rimpicciolita che fa meno di tutto” (https://www.economist.com/video/CVan3v3n7ga/ecuCrJSj?f=/).
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