di Alessandro Maran
Tra i migliori articoli di
Foreign Affairs del 2025, da leggere o da rileggere (sulla deriva autoritaria degli Stati Uniti, la strategia economica della Cina, il futuro dell’Iran e altro ancora:
https://www.foreignaffairs.com/lists/best-2025), i redattori della rivista hanno selezionato anche “The Autumn of the Ayatollahs. What Kind of Change Is Coming to Iran?” dell’analista iraniano Karim Sadjadpour. Il 15 ottobre scorso ho condiviso l’articolo evidenziando i punti chiave e le domande che l’articolo affronta, ma, ovviamente, vale la pena di tornare sulla questione.
“Per la prima volta in quasi quarant’anni, l’Iran è sull’orlo di un cambio di leadership, e forse persino di regime”, scriveva Sadjadpour. A 86 anni, la Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, non potrà governare ancora a lungo. E la guerra dei 12 giorni di giugno, nel corso della quale bombardieri israeliani e statunitensi hanno colpito città, installazioni militari e siti nucleari iraniani, “ha messo a nudo la fragilità del sistema da lui costruito”.
Dopo Khamenei, l’ordine politico iraniano “potrebbe assumere diverse forme: un governo nazionalista autoritario, la continuità del clero, il predominio militare, una rinascita populista o un incrocio singolare tra queste”, osservava l’analista politico del
Carnegie Endowment for International Peace. Resta il fatto che il dominio della Repubblica islamica “equivale a mezzo secolo perso per l’Iran”, scriveva Sadjadpour. “Mentre i suoi vicini del Golfo Persico sono diventati centri globali della finanza, dei trasporti e della tecnologia, l’Iran ha sperperato la sua ricchezza in fallimentari avventure regionali e in un programma nucleare che ha portato solo all’isolamento, il tutto reprimendo e sprecando la sua principale fonte di ricchezza: la sua gente. Il paese possiede ancora le risorse naturali e il capitale umano per essere tra le principali economie mondiali. Ma a meno che Teheran non impari dai suoi errori e riordini la sua politica, la sua traiettoria rimarrà quella del declino piuttosto che del rinnovamento. La domanda non è se il cambiamento arriverà, ma se porterà finalmente la primavera tanto attesa, o semplicemente un altro inverno” (
https://www.foreignaffairs.com/iran/autumn-ayatollahs).
Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.
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