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Lettera aperta agli amici e compagni di Libertà Eguale

Marco Campione giovedì 5 Febbraio 2026
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di Marco Campione 

 

Cari amici e compagni dì Libertà Eguale, in questo primo periodo di campagna elettorale per il referendum mi sono interrogato sul perché mi suonasse così innaturale la scelta della dirigenza del PD di schierare quel partito sul fronte del NO.

Il disorientamento non poteva dipendere solo dal fatto che personalmente ho scelto di schierarmi altrove: se fosse stato solo questo mi sarebbe bastato, come altre volte, constatare che la scelta per un convinto SÌ riformista sia stata anche quella di molti di voi.

La mia storia alcuni di voi la conoscono: ho fondato il PD, ne sono stato prima militante e poi dirigente regionale e nazionale, fino a ricoprire incarichi al governo durante la Segreteria di Matteo Renzi, che nel frattempo era diventato Presidente del Consiglio. Terminata l’esperienza di governo, ho lasciato il PD, non riconoscendomi più in un partito sempre meno riformista.

Il disorientamento che provo in questa campagna referendaria non poteva dipendere solo dal fatto che personalmente ho scelto di schierarmi per il SÌ: era già capitato altre volte di collocarmi politicamente in dissenso dal gruppo dirigente del mio ex partito, ma di trovare conforto nella comune militanza in questa associazione. Anche dopo la mia scelta di abbandonare il PD (prima solo la tessera, poi inevitabilmente anche nel voto) ho continuato a vedere in Libertà Eguale la fiammella che teneva accesa la speranza di un ritorno del PD alla vocazione delle origini. Guardando il vostro lavoro, frequentando gli incontri di Orvieto e attingendo alla produzione intellettuale di Morando e Ceccanti avevo la certezza che qualcuno stava tenendo In piedi la casa comune dove avremmo tutti fatto ritorno quando ci sarebbero state le condizioni.

Ho compreso che il turbamento che mi provoca la campagna per il NO condotta da Elly Schlein e dalla sua segreteria nasce non tanto dal dissenso nel merito della riforma, ma dalla loro scelta di bollare come corpo estraneo l’apparato ideale di chi ha motivato il proprio Sì con le idee e le scelte politiche della sinistra di tradizione liberale, cattolica e socialista. E così facendo di trasmettere nella base elettorale e nella militanza dem l’idea che la sinistra liberale, democratica e socialista fosse un corpo estraneo rispetto al PD.

Peccato che il PD nasce proprio dalla scelta di mettere a fattor comune le culture liberale, democratica e socialista. Se decidi scientemente di espellerle dal tuo côté ideale, stai alimentando una sorta di “mutazione antropologica” del partito per dirla con Pasolini, si parva licet.

Da qui il mio scoramento. È come se avessi improvvisamente realizzato che quella casa è perduta per sempre: non c’è più una “terra promessa” alla quale fare ritorno in un futuro piu o meno lontano.

Cari amici e compagni dì Libertà Eguale, ai riformisti non resta che mettersi di nuovo in cammino per una lunga traversata nel deserto verso una meta tutta da scoprire. Unica bussola, proprio quei valori della sinistra liberale, democratica e socialista che ci hanno sempre accomunato. Con una duplice speranza: che arrivati a destinazione sapremo riconoscerla e che -qualora ci fosse davvero regalata una seconda occasione- sapremo tutti imparare dai nostri errori per non sprecarla di nuovo.

Con stima e fratellanza,

Marco Campione

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