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L’Ucraina ha bisogno di un aiuto a lungo termine

Alessandro Maran venerdì 26 Settembre 2025
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di Alessandro Maran

 

Si resta scombussolati di fronte alle improvvise sterzate di Trump sull’Ucraina. Trump è entrato in carica con la promessa di negoziare la fine della guerra con la Russia in un giorno. A marzo, Trump e il vicepresidente J.D. Vance hanno attaccato duramente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale, sospendendo poi gli aiuti militari e il supporto dell’intelligence americana. A luglio, con la ripresa degli aiuti, Trump ha iniziato a esprimere delusione nei confronti del presidente russo Vladimir Putin. Dopo un vertice con il leader russo in Alaska, la minaccia di Trump di sanzionare la Russia (con dazi elevati) non si è concretizzata, lasciando ancora in dubbio la sua volontà di affrontare Putin.
Dopo un incontro a New York questa settimana con Zelensky a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Trump sembra ora aver cambiato nuovamente idea.
“Il presidente Trump ha attirato l’attenzione del mondo con il suo post sui social media di martedì, in cui affermava che l’Ucraina potrebbe ‘combattere e RICONQUISTARE’ tutto il suo territorio”, scrive la redazione di The Wall Street Journal. “Le sue dichiarazioni di questa settimana sono le migliori e le più dure finora sulla guerra. Ma si tratta di un’altra tattica dilatoria o il Presidente è finalmente pronto ad aumentare la pressione militare ed economica su Vladimir Putin per porre fine alla sua occupazione?” (https://www.wsj.com/…/donald-trump-russia-ukraine…). Come osserva il Journal, Trump ha anche detto ai giornalisti che i paesi della NATO dovrebbero abbattere qualsiasi aereo russo che attraversi il confine. Il suo tono è stato più combattivo e transatlantico in modo tradizionale. “Per la prima volta, Trump afferma che una vittoria ucraina è nell’interesse dell’Occidente e smentisce coloro che, nella sua cerchia, sostengono che la capitolazione dell’Ucraina sia inevitabile”, scrive il WSJ.
Ma il cambiamento è permanente?, si chiede il giornale. Se lo chiede anche David E. Sanger, navigato corrispondente per la sicurezza nazionale del New York Times, che scrive: “Grattando la superficie, si scopre che nell’inversione di rotta di Trump sembra celarsi un desiderio più profondo (…) Trump sembra che voglia lavarsi le mani del conflitto ucraino, dopo non essere riuscito a portare il presidente Vladimir Putin al tavolo dei negoziati e dopo aver visto diminuire le sue possibilità di agire come mediatore tra le due parti in conflitto. Come molte dichiarazioni politiche di Trump, è difficile intuire le sue vere convinzioni ed è impossibile garantire che non cambierà nuovamente posizione (…) Le sue opinioni in politica estera, affermano gli ex collaboratori, sono più spesso guidate dal risentimento e dalla sensazione di aver subito un’offesa che da un’analisi strategica” (https://www.nytimes.com/…/us/politics/trump-ukraine.html). David Ignatius, editorialista del Washington Post e altro giornalista veterano di questioni relative alla sicurezza nazionale, aggiunge: “La risposta onesta è che è troppo presto per dire se le dichiarazioni di Trump rappresentino un cambiamento decisivo nella politica statunitense o se siano state un’esplosione impulsiva destinata a rivelarsi passeggera” (https://www.washingtonpost.com/…/ukraine-nato-trump…/).
Nell’analisi comune occidentale su questa guerra, alcuni punti fondamentali sono rimasti costanti. Uno è che la Russia di Putin risponde a deterrenti credibili, ovvero minacce che vengono attuate. Un altro è che l’Ucraina ha bisogno di un aiuto a lungo termine. Su Foreign Affairs, Andriy Zagorodnyuk scrive che “l’Ucraina non ha bisogno di distruggere ogni elemento dell’esercito russo per raggiungere la neutralizzazione strategica”. Ma una profusione di missili, difese aeree e droni sponsorizzata dall’Occidente è l’unico modo per fermare la Russia e dunque “l’unico modo per portare la pace” (https://www.foreignaffairs.com/…/only-security…). In altre parole, “l’unica garanzia di sicurezza su cui l’Ucraina può confidare”.
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