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Se l’America diventa una potenza “regionale”

Alessandro Maran lunedì 22 Dicembre 2025
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di Alessandro Maran

 

“Se c’è uno slogan che potrebbe essere associato alla nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale dell’amministrazione Trump”, ha detto ieri Fareed Zakaria, “è semplice: Make America a Regional Power Again”, rendere l’America di nuovo una potenza regionale. “Il documento – prosegue Zakaria – inizia criticando duramente decenni di politica estera americana che vedeva gli Stati Uniti come un egemone globale, che si prendeva cura dei propri interessi in tutto il mondo, promuoveva il globalismo, abbracciava istituzioni globali e si faceva carico di oneri globali”. Al contrario, la nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale concentra nuovamente il potere degli Stati Uniti sull’emisfero occidentale (https://www.project-syndicate.org/…/trump-national…).
Nel documento, la Casa Bianca ha annunciato un “corollario Trump” alla Dottrina Monroe del 1823, la politica del quinto presidente degli Stati Uniti James Monroe volta a impedire alle potenze europee di intromettersi in America Latina. Come osserva il conduttore GPS, non è chiaro in che modo il “corollario” del presidente Donald Trump – una politica di supremazia politica degli Stati Uniti e la volontà di intervenire nella regione – differisca dal Corollario Roosevelt del 1904, messo in pratica dal 26° presidente Teddy Roosevelt (https://history.state.gov/…/roosevelt-and-monroe-doctrine).
Come constata Zakaria, il Segretario di Stato Marco Rubio “ha recentemente spiegato che ‘America First’ significa prestare attenzione innanzitutto alla regione in cui viviamo”. Può sembrare una cosa positiva, ma per il Paese più potente della storia mondiale è molto limitante. “Ciò che l’amministrazione Trump propone non è poi così diverso da ciò che gli isolazionisti proponevano negli anni ’20 e ’30”, sostiene il giornalista indo-americano: “State lontani dagli affari europei e frenate l’immigrazione”. In effetti, scrive Zakaria, “la situazione globale odierna è molto simile a quella degli anni ’20. Gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo in grado di mantenere stabile il sistema internazionale. Il loro ritiro dal mondo creerà vuoti di potere, che altre potenze meno responsabili colmeranno. Un secolo fa, l’America si rifiutò di assumersi l’onere e il sistema internazionale crollò, portando alla Seconda Guerra Mondiale. Oggi, ci sono molte altre forze stabilizzatrici nel mondo, ma un’America che si occupa principalmente del proprio cortile lascerà il mondo senza una guida, instabile e caotico. Speriamo di non dover imparare di nuovo questa lezione”.
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