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Una nuova era per il Venezuela. E forse per il mondo

Alessandro Maran mercoledì 7 Gennaio 2026
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di Alessandro Maran

 

🇺🇸 🇻🇪 Il presidente Donald Trump ha inaugurato una nuova era per il Venezuela e forse per il mondo.
L’arresto del leader venezuelano Nicolás Maduro, che ora attende un processo presso un tribunale penale statunitense, ha lasciato di stucco gli osservatori. A cominciare dalle implicazioni per lo stesso Venezuela: Juan S. Gonzalez, ex alto consigliere politico che ha contribuito a definire la politica degli Stati Uniti nei confronti dell’America Latina in successive amministrazioni americane, scrive su Foreign Affairs che questa è semplicemente la “fine dell’inizio”. Cosa accadrà in Venezuela resta incerto, compreso chi governerà. Delcy Rodríguez – alleata di Maduro e suo vicepresidente, che in passato, tra altri ministeri, ha guidato anche la spietata polizia segreta venezuelana – ora ricopre la carica di presidente ad interim. Ma l’esercito venezuelano sarà un attore chiave da tenere d’occhio, scrive Gonzalez (https://www.foreignaffairs.com/…/end-beginning…). Gli spari a Caracas della notte scorsa hanno contribuito ad aumentare la confusione sulla tenuta dell’ordine attuale, con Rodríguez alla guida del governo e Trump che rivendica il controllo della politica venezuelana da Washington.
Sempre su Foreign Affairss, il caporedattore Daniel Block ascolta Francisco Rodríguez, economista, scrittore ed ex consigliere dell’Assemblea Nazionale del Venezuela: “Ci sarà sicuramente una parte del governo [venezuelano] che dirà: ‘Resisteremo’ [al controllo degli Stati Uniti]. Ma gli Stati Uniti hanno dimostrato che le loro minacce militari sono credibili. E le richieste di Trump potrebbero in realtà essere più tollerabili per Rodríguez di quanto sembrino inizialmente”. Se l’idea di Trump di “governare” il Venezuela fosse semplicemente quella di prendere il controllo del suo petrolio, Delcy Rodríguez “potrebbe mantenere l’impegno. In effetti, Maduro ha cercato di raggiungere un accordo del genere nel 2025 (…) Detto questo, il regime potrebbe non essere disposto a soddisfare le richieste di Trump. Ci sono altri funzionari governativi che potrebbero opporsi a qualsiasi tipo di accomodamento. In tal caso, Trump potrebbe decidere di non avere altra scelta che aumentare la pressione con ulteriori attacchi militari e, in ultima analisi, un’invasione terrestre” (https://www.foreignaffairs.com/…/venezuela-after-maduro…).
Nel frattempo, la leadership di Delcy Rodríguez sarà una profonda delusione per i sostenitori dell’opposizione democratica venezuelana, soprattutto se rimarrà al potere. Il giornalista venezuelano espatriato Quico Toro scrive per Persuasion: “La prospettiva che Delcy Rodríguez si allei con Trump per saccheggiare le risorse di combustibili fossili del Venezuela mi fa venire la nausea. Sapevo fin dall’inizio [durante la campagna di pressione di Trump contro Maduro] che l’esito sarebbe stato negativo. Non pensavo che sarebbe stato così negativo” (https://www.persuasion.community/…/what-you-need-to…).
La posta in gioco è altissima, come osserva Gonzalez su Foreign Affairs, scrivendo: “Il Venezuela è ora un test, non solo per la potenza del americana, ma anche dell’accortezza americana (…) Se Trump e Rubio avranno successo, rimodelleranno la politica emisferica e convalideranno una visione risoluta della leadership statunitense. Se falliranno, i costi si faranno sentire per anni, alimentando la migrazione, rafforzando gli avversari e avvalorando lo scetticismo sull’intervento americano. Il futuro del Venezuela non sarà deciso dalla rimozione di Maduro, ma dalla disciplina, dalla moderazione e dall’immaginazione economica applicate in seguito”.
Restano le domande sul “perché”.
Trump e Rubio hanno inquadrato la cattura di Maduro come un’azione di polizia contro un presunto boss del narcotraffico. Ma Jon Lee Anderson del New Yorker osserva: “Ironicamente, solo poche settimane prima, [Trump] aveva concesso la grazia totale all’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, che nel 2024 era stato condannato a quarantacinque anni di carcere nel Distretto Meridionale di New York per traffico di cocaina. Il ragionamento di Trump era che, come lui, Hernández era stato ‘trattato molto duramente e ingiustamente’ dagli avversari politici” (https://www.newyorker.com/…/regime-change-in-americas…).
Il petrolio sembra giocare un ruolo fondamentale. Trump ha affermato che gli Stati Uniti prenderanno il controllo degli enormi giacimenti petroliferi del Venezuela, e Jonathan Blitzer, sempre sul New Yorker, definisce questa “un’affermazione nuda e cruda che non ha nemmeno la pretesa di ripristinare la democrazia venezuelana. È anche immensamente costosa e politicamente rischiosa. Un amico venezuelano – sollevato nel vedere Maduro ammanettato e tuttavia inorridito da come è successo – mi ha scritto un vecchio adagio: tanto nadar para morir en la orilla. Tanto nuotare solo per morire sulla riva” (https://www.newyorker.com/…/whos-running-venezuela…). La conferenza stampa di Trump di sabato, in cui ha annunciato la cattura di Maduro, “ha sollevato una serie di nuove e sconcertanti domande” su cosa accadrà in seguito, scrive perciò Blitzer. Su Americas Quarterly, l’editorialista messicana Brenda Estefan afferma: “Se figure dell’opposizione [venezuelana] come María Corina Machado o Edmundo González [che quasi certamente ha vinto le elezioni venezuelane del 2024, candidandosi al posto di Machado, esclusa dal voto] partecipino a una transizione è in gran parte irrilevante per Trump. Ciò che conta è chi governa, secondo quali regole e con quali partner, soprattutto quando sono in gioco contratti petroliferi e segnali geopolitici” (https://www.americasquarterly.org/…/reaction-trump…/).

Indipendentemente da come Trump sceglierà di gestire la situazione, l’editorialista del Financial Times Edward Luce scrive: “La storia di Donald Trump in Venezuela è solo all’inizio. Dopo aver estromesso il suo leader, Trump ora ne gestisce con entusiasmo le conseguenze. ‘Governeremo il Paese finché non potremo realizzare una transizione sicura, adeguata e giudiziosa’, ha dichiarato poche ore dopo. In altre parole, Trump si è convertito al regime change. Ciò che accadrà in Venezuela d’ora in poi sarà colpa sua” (https://www.ft.com/…/43888865-8e3c-44fa-8901-54b8d21103f6).

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