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Usa, elezioni a rischio?

Alessandro Maran martedì 3 Febbraio 2026
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di Alessandro Maran

 

L’idea che il Presidente Donald Trump sia un leader autoritario intenzionato a truccare le elezioni e ad estendere il potere statale (https://x.com/FareedZakaria/status/2018036842067550405?s=20) guadagna ogni giorno terreno.
La scorsa settimana, l’FBI ha fatto irruzione in un ufficio elettorale nella contea di Fulton, in Georgia, e Trump ha parlato telefonicamente con gli agenti (https://edition.cnn.com/…/trump-calls-fbi-fulton-search). Lunedì, Trump ha chiesto che il governo federale assuma il controllo dell’amministrazione elettorale (https://edition.cnn.com/…/trump-calls-on-republicans-to…) in alcuni distretti (la Casa Bianca ha successivamente affermato che l’appello di Trump a ‘nazionalizzare il voto’ si riferiva a una proposta di legge federale sulla identificazione degli elettori: https://edition.cnn.com/…/trump-administration-news-02…). Michael Steele, critico di Trump ed ex presidente del Comitato Nazionale Repubblicano, ha reagito su X: “Ahh, eccoci qua. L’obiettivo finale” (https://x.com/MichaelSteele/status/2018470727138378087?s=20). La redazione del New York Times avverte che Trump potrebbe interferire nelle lezioni di medio termine di novembre: «Ha ripetutamente dimostrato la sua volontà di interferire con le elezioni a proprio vantaggio e a vantaggio del suo partito (…) Da quando ha iniziato a fare politica dieci anni fa, ha lasciato intendere che le elezioni siano regolari solo se a vincere è la sua parte (…) Osservare questo schema e concludere che le elezioni di metà mandato del 2026 siano al sicuro significa lasciare esposta la democrazia americana» (https://www.nytimes.com/…/trump-midterms-election…).
Su The Guardian, Austin Sarat, professore di giurisprudenza e scienze politiche all’Amherst College, ha scritto dopo il raid nella contea di Fulton che questo dimostrava “fino a che punto il presidente sia disposto a spingersi per sostenere la sua tesi secondo cui le elezioni del 2020 sono state truccate e per gettare le basi per il sequestro delle schede elettorali nel 2026”. Notando anche la presenza del direttore dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard nella contea di Fulton, Sarat ha scritto: “Il raid dell’FBI rappresenta, nel mondo delle elezioni, ciò che l’invasione dell’ICE a Minneapolis rappresenta nel mondo delle forze dell’ordine. Un tentativo di intimidazione”. Nei prossimi mesi, Sarat prevede ulteriori visite da parte delle forze dell’ordine federali e della comunità dell’intelligence in quei “luoghi dove, se lasciati a se stessi, gli elettori potrebbero non agire secondo i desideri del presidente” (https://www.theguardian.com/…/fbi-raid-georgia-2020…). Del resto, come ha precisato la Casa Bianca, Gabbard è stata scelta per supervisionare la sicurezza elettorale negli Stati Uniti (https://edition.cnn.com/…/trump-administration-news-02…).
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