LibertàEguale

Caro Serra, rispetta i lombardi e la loro cultura

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Ada De Cesaris e Alfonso Fuggetta

 

Caro Michele,

abbiamo letto con stupore e rammarico il tuo articolo sui Lombardi e la Lombardia. Ciò che riteniamo irricevibile non è la critica politica a chi governa la regione o altre amministrazioni. Ciò che ci rattrista e stupisce è la (voluta?) confusione tra piano politico e piano culturale e sociale. Pensare che le scelte politiche di certe amministrazioni siano il frutto della cultura dei Lombardi, intesi come esseri egoisti e dediti solo alla ricerca dei soldi, è un falso storico e una miope analisi culturale e sociale.

Non credo dobbiamo ricordarti che proprio in quelle terre della Bergamasca e della Bresciana, oggi così colpite e criticate, siano nati due uomini come Papa Roncalli e Papa Montini. Non erano forse l’espressione di una cultura sociale diffusa e profonda? Dici che sono tempi passati e che i lombardi hanno perso le loro radici? Non ti sovviene che la Lombardia ha un numero di volontari, associazioni del terzo settore, organizzazioni assistenziali come poche altre aree del paese? Quanti di quei “magutt”, che hai così a sproposito citato, finito il lavoro vanno a fare gli operatori del 118 o di qualche onlus?

Parli di inquinamento, ma quante aree del paese hanno gli stessi tassi di raccolta differenziata, di utilizzo di energia idroelettrica o di impianti per il trattamento dei rifiuti come la Lombardia? Certo, viviamo con l’arco delle Alpi che crea una sacca e blocca la circolazione dell’aria. Dobbiamo tornare ai tempi di Portobello e auspicare che si spiani il Turchino? Quali sono le proposte serie per affrontare questi problemi al di là delle sparate demagogiche?

Come puoi dimenticare che il lavoro è il fondamento della nostra Costituzione e che la libertà di impresa è uno dei pilastri di una vera democrazia? Quanto lavoro è stato creato in Lombardia dai lombardi e dai tanti altri cittadini che qui sono arrivati da tutte le parti del paese e del mondo?

Critichi la sanità lombarda e parli dell’aziendalismo imperante. Ma non dici che in Lombardia arrivano ogni giorno centinaia se non migliaia di persone da tutte le aree del paese per essere curate in strutture che sono all’avanguardia a livello internazionale.

Con questo nessuno, tantomeno noi, vuol negare che ci siano problemi; né che ci debba essere una sana, schietta e anche dura discussione sui temi della politica e del governo del territorio; né che queste amministrazioni siano frutto delle scelte degli elettori lombardi. Ma nella contrapposizione politica le colpe sono anche di chi non sa fare opposizione e non riesce a convincere gli elettori che ci siano opzioni migliori. Si chiama democrazia.

Critica i politici e le amministrazioni. Ricorda agli elettori le opzioni in campo e le conseguenze delle loro scelte. Sprona le opposizioni a far bene il loro mestiere e a candidarsi in modo credibile alla guida della Regione e delle amministrazioni. Ma lascia stare i lombardi e i milanesi come tali, la loro cultura e la loro storia. Sì, alcuni sono un po’ “bauscia” e anche un po’ “ganassa”. Ma sono quelli che non si tirano mai indietro quando serve, con generosità e coraggio.

Non dimenticarlo.

Ada Lucia De Cesaris e Alfonso Fuggetta

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