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Minopoli: “L’alleanza con i Cinquestelle è impossibile”

Redazione lunedì 30 aprile 2018
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di Umberto Minopoli*

 

Renzi ha ragione. Hanno sbagliato tattica. Martina e la minoranza Pd hanno fatto un disastro. Dilettanti. Hanno sbagliato mosse, contenuti e tempi delle mosse. E hanno fatto la frittata: oggi, agli occhi dell’opinione pubblica, avere o no un governo dipende dalla volontà del Pd. Non dalla prepotenza di Di Maio ( “o io o nessuno”), non da Salvini ( “non rompo con Berlusconi”), non da Berlusconi ( “con i 5 Stelle nessun accordo”). Le ragioni vere dello stallo sono scomparse. I dilettanti del Pd hanno fatto il capolavoro: hanno concentrato sul Pd tutte le responsabilità. Se ci sarà crisi e scioglimento sarà stata colpa del Pd.

 

Ma che bravi. Non dovevano sbracare subito con la retorica del dialogo. Occorreva tener duro. Non dovevano, nella foga infantile di persone faziose e frustrate, addossare a Renzi la responsabilità del “far saltare il dialogo”. Ingiusti e ingenerosi. Ora siamo a questo: è evidente anche a loro ( Martina, Orlando, Franceschini, Fassino e compagnia cantante) che, per Di Maio, sono solo un ripiego, un secondo forno, una “bella di notte”, uno stato di necessità. E’ evidente, anche a loro, che Di Maio non può riconoscere i meriti dei governi Pd. E’ evidente, anche a loro, che i 5 Stelle usano questa demagogia del contratto per coprire l’essenziale: non vogliono e non possono fare un’alleanza politica col Pd. Ma solo un accordo di convenienza in cui il Pd è solo portatore d’acqua. Umiliante.

 

Ora, qualcosa mi dice, che anche i trattativisti del Pd si sono accorti della frittata fatta. E ripiegano, scornati, sulla linea del salvare la faccia ( la loro): “dialoghiamo anche se sappiamo che non porterà a nulla”. Tesi da “cena dei cretini”. Intanto, grazie a loro, le responsabilità della crisi sono tutte sul Pd. E Renzi? Deve tirarli fuori dalla cacca in cui si sono cacciati. E dargli la via di fuga dal tunnel. Indicherà, se indovino, una via che salvi la dignità e la faccia al Pd ( e ai suoi improvvidi dirigenti) e sposti, come deve essere, sui 5 Stelle la responsabilità di rompere. Dirà: “se voi dei 5 Stelle volete il dialogo sappiate che deve essere serio, rispettoso del Pd e contenere garanzie di poter funzionare”. E, dunque, dovete dismettere arroganza ( a partire da quella “o io o nessuno” di Di Maio) e accettare condizioni indispensabili per un’alleanza. Si dimostrerà la verità: il dialogo coi 5 Stelle è una perdita di tempo. E un’alleanza con loro è impossibile. Lo era ieri, lo è oggi, lo sarà domani.

 

*Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare