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Women at work

Diego Castagno martedì 10 marzo 2015
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Ha ragione Sergio Mattarella, neo Presidente della Repubblica, quando afferma che le donne sono il motore dell’Italia. In realtà il suo suona più come un auspicio, rispetto alla necessità di provvedimenti e di un coraggio decisamente maggiori: servono risorse ed un welfare a misura di mamma o di papà. E soprattutto servono idee innovative al passo con i tempi che corrono.

Un esempio, a proposito di innovazione e coraggio, lo si trova in un Coworking milanese, il PianoC, un appartamento nei pressi di Porta Romana in cui nasce il luogo ideale per le mamme che lavorano. Dentro PianoC ci sono gli spazi di lavoro e le sale riunioni, una parte destinata a cucina e zona relax ed un babyparking: in pratica un coworking con dentro un babyparking, per la gioia delle mamme che in questo modo sfuggono alla tanto temuta domestication e non rinunciano, del tutto, al lavoro. Anzi condividono ansie, energie, reti e competenze. In sintesi tra fare la mamma e lavorare il PianoC consiste nel fare entrambe le cose.

E che l’italia non sia un paese per mamme, lo dicono anche gli ultimi dati diffusi da Openpolis in un dossier sulla parità di genere tra politica, lavoro ed impresa.

Il quadro del paese tratteggiato dal dossier non è tra i più incoraggianti. Da un lato gli effetti positivi delle quote rosa, per cui sono aumentate le presenze femminili ai vertici delle aziende italiane e della politica: il Governo Renzi rappresentava una perfetta parità di genere, almeno prima dell’avvicendamento agli Esteri tra la Federica Mogherini e Paolo Gentiloni. Sul versante lavoro invece i dati sono decisamente diversi e confermano che le quote rosa non bastano. In Italia l’occupazione femminile è ferma al 46,5, rispetto alla media europa del 58,7% e il salario resta più basso di quello degli uomini, nonostante le donne abbiano studi e titoli superiori a quelli dei loro colleghi uomini: su 100 laureati le laureate sono 155.

La situazione diventa preoccupante quando si affronta il tema della maternità. In Italia lavora il 57,8% di donne con un bambino, in Europa il 63,4%, i papà che lavorano sono l’ 86% del totale; il dato resta stabile per gli uomini, mentre crolla per le donne al 35,5% quando il numero dei figli cresce, in Europa invece la percentuale media si attesta al 45,6. Infine un confronto per rendere meglio l’idea: nella invidiatissima Danimarca della flexsecurity il 77% delle donne con tre o più figli lavora, rispetto appunto al già citato 57 % delle donne italiane con un figlio solo. Ma in Danimarca, si sa, il welfare è una altra cosa…

 * in collaborazione con Diana Montagna

Media Relations. Business developer. Politiche attive del lavoro. Liberal eretico.

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