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di Aldo Amoretti

 

Si seguita a motivare l’esigenza di un intervento legislativo con la tesi che un 15% dei lavoratori italiani sarebbe privi di un Contratto Nazionale di Lavoro. In una riunione del 2 luglio scorso ho sentito sparare perfino 20%.

Ho cercato di indagare e a parte i soliti Rider tuttavia coperti dal Contratto logistica che i padroni evidentemente non rispettano, ho trovato una sola categoria per la quale non esiste un Contratto Nazionale di Lavoro. Si tratta dei dipendenti dagli Studi professionali non ordinistici regolamentati dalla Legge n. 4 del 2013.

Il 2 luglio scorso si è svolta a Roma l’Assemblea annua di Confassociazioni (la sesta edizione dalla nascita). La più importante tra le Associazioni della categoria come si ricava dalla relazione del Presidente Angelo Deiana : “Siamo fatti di 431 associazioni, più di 770mila professionisti iscritti, di cui circa 135mila imprese con 4,7 dipendenti medi.” Grande partecipazione alla assemblea con tutte le forze politiche a osannare la bontà dell’associazione e delle sue proposte dal titolo “RILANCIARE L’ITALIA FACENDO COSE SEMPLICI”. Stanno anche in un libro che è stato molto apprezzato.

In passato si è tentato di risolvere il problema estendendo alla categoria il Contratto degli studi professionali ordinistici stipulato da Confprofessioni con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Pare che una parte delle categorie ordinistiche non vogliano, anche per ragioni di “rango”, mescolarsi con un mondo fatto sì di attività e imprese importanti (come per esempio i tributaristi), ma anche di tante piccole entità di standard a loro dire non assimilabile.

D’altra parte i sindacati si sono tirati indietro dall’idea di stipulare un Contratto specifico ritenendo applicabile di fatto a tutti quello firmato con Confprofessioni.

Il racconto può essere sommario e incompleto, ma la storia è corrispondente al vero.

Se questa è la realtà delle cose (cioè una sola categoria senza contratto) a cosa serve una Legge sul salario minimo se non a picconare il sistema contrattuale vigente?

Ha fatto parte della segreteria nazionale FILTEA divenendone, nel 1986, segretario generale. Nel 1991 viene eletto segretario generale della FILCAMS. In seguito, nel 1999, diventa segretario generale della CGIL siciliana, incarico che ha ricoperto fino alla nomina di Presidente del Patronato INCA-CGIL. E’ stato consigliere del Cnel nell’VIII consiliatura. Autore di “Risultati e problemi del tesseramento e del finanziamento del sindacato”, su Quaderni di Rassegna Sindacale e “Scelte organizzative e democrazia sindacale” nella collana Proposte dell’Editrice sindacale italiana.

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