LibertàEguale

Digita parola chiave

Assemblea Pd: riflessioni sparse (ma puntuali) di un riformista

Marco Campione domenica 20 maggio 2018
Condividi

di Marco Campione

 

  1. Ma è andata così male come dicono? Si.
  2. Martina fa un buon discorso nella parte di analisi e pessimo in quella di sintesi e prende gli applausi solo sulle parti che strizzano l’occhio alla minoranza, che con una standing ovation ne decreta la morte come reggente. Peccato. Per lui, ma soprattutto per il Pd.
  3. Orlando si attesta sulla linea della mozione Mussi-Salvi del 2007. Auguri.
  4. Se Martina si lascia schiacciare su quella linea, possono esserci due motivi: o ha legittimamente cambiato idea e condivide davvero quelle tesi, oppure lo fa nel nome del vecchio adagio “il nemico del mio nemico è mio amico”. In entrambi i casi sbaglia. Se invece sbaglio io, spero trovi il modo di dimostrarlo. Sarebbe un bene per tutti.
  5. Il Pd non sa discutere e quindi non sa decidere. O anche, il Pd ha paura di discutere proprio perché ha paura di decidere. E siccome il compito di un partito è prendere decisioni, un partito che non sa e/o non vuole decidere non serve a nulla
  6. Al momento vedo tre grandi problemi: 1) il Pd ha un problema di valori di fondo (il Pd del Lingotto lo vogliono ancora tutti?); 2) il Pd (vedi punto precedente) ha un problema di incapacità di discutere e quindi di decidere; 3) il Pd un problema di leadership che non si vede all’orizzonte.
  7. L’unico di questi problemi che dipende pro quota anche da Renzi è il secondo. Del primo ne parlano solo Orlando e Cuperlo per dirci che quel partito è superato dalla storia. Il terzo lo si addossa a Renzi, nel senso che gli si chiede di risolverlo levandosi di torno. Se un leader per emergere ha bisogno che Renzi si tolga di torno non è un leader.
  8. Ho passato la mia vita politica a fare la spola tra “la destra della sinistra interna” e “la sinistra della destra interna” (e per un breve periodo anche la “destra della destra interna”, quando Renzi ha deciso che doveva fare il sinistro). Sabato 19 maggio ho realizzato che quello spazio non esiste più.
  9. Non esiste più perché la “destra” si è ritirata nel silenzio tattico e la sinistra si è attestata sulle posizioni della mozione Mussi-Salvi del 2007. Non fa per me né l’una né l’altra scelta. Perché emerga qualcosa di potabile c’è poco tempo, temo.
  10. Il partito liberale di massa ha detto di volerlo fare Berlusconi e poi sappiamo come è finita; ha provato a farlo Renzi, ed è finita il 4 dicembre 2016. Tra il primo e il secondo sono passati 20 anni. Se ne riparla nel 2036.

Esperto di politiche per l’Education, ha lavorato nell’azienda che ha fondato fino a quando non ha ricoperto incarichi di rilievo istituzionale. Approdato al MIUR con il Sottosegretario Reggi, è stato Capo della Segreteria del Sottosegretario Faraone e ha lavorato nella Segreteria del Ministro Valeria Fedeli. Ha collaborato alla stesura de La Buona Scuola, il “patto educativo” che il Governo Renzi ha proposto al Paese. Ha scritto di politica scolastica su Europa e su riviste on line del settore. Il suo blog è Champ’s Version

Tags:

Lascia un commento

L'indirizzo mail non verrà reso pubblico. I campi richiesti sono segnati con *