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Lodi: bene la solidarietà, ma ora tocca alla politica

Marco Campione lunedì 15 ottobre 2018
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di Marco Campione

 

Grazie all’ottimo servizio di Micaela Farrocco per Piazzapulita, la vicenda dei bambini di Lodi ha avuto una visibilità che fino ad allora non era riuscita ad avere.

 

Discriminazione razziale e attenzione mediatica

Nonostante l’impegno di molte realtà -non solo locali- attente alle problematiche dei diritti, dell’accesso ai servizi pubblici e a quelle dell’infanzia, questa tragedia (perché di questo si tratta) ha rischiato di rimanere relegata a questione locale o comunque per addetti ai lavori.

L’attenzione mediatica è servita innanzi tutto a chiarire ai più disattenti che non siamo di fronte alla “vecchia” questione di come contemperare le esigenze di bilancio dei comuni, messi in difficoltà dai cittadini morosi e dalle ristrettezze di bilancio, e il diritto dei figli dei genitori morosi a non vedersi discriminati.

La Sindaca di Lodi è andata oltre, molto oltre, mettendo in atto una discriminazione bella e buona. Non stiamo parlando di famiglie che non pagano, ma di famiglie la cui autocertificazione del reddito viene trattata in modo diverso da quella delle altre famiglie, solo perché straniere.

 

Il successo della raccolta fondi

Ecco perché sono felicissimo per il successo della raccolta fondi promossa dal Coordinamento Uguali Doveri, che è andata oltre ogni più rosea aspettativa.

Ma al contempo sono preoccupato che possa rappresentare anche un alibi, per i cittadini e per la politica, per assolversi. Mi spiace, ma non possiamo cavarcela così! La missione non è compiuta, anzi. Non basta essere compassionevoli, non questa volta, vista la posta in gioco.

Siamo di fronte ad una palese violazione dei i diritti dell’infanzia, certificata perfino dalla Garante in questa intervista. Quindi grazie alle associazioni locali, al PD di Lodi, ad ARCI e ARCIRAGAZZI che per primi hanno sollevato la questione; grazie a Simona Malpezzi che ha tenuto alta l’attenzione; grazie ovviamente a La7, Piazzapulita e a Micaela Farrocco, senza i quali sarebbe tutto rimasto in confini molto angusti; infine grazie anche a chi ha promosso la raccolta fondi e a chi ha donato qualcosa, permettendo di raggiungere una cifra inimmaginabile in così poco tempo.

Grazie a tutti, ma -come ha detto la Sen. Fedeli- Lodi non può essere lasciata sola. Adesso viene il lavoro più difficile: la ferita inferta ai diritti dei bambini e alla nostra Costituzione è ancora aperta. E sanguina. La soluzione non può essere che paghiamo noi per questi bambini presi in ostaggio. Non si paga il riscatto ai “rapitori”; e se lo si può fare per salvare l’ostaggio, a nessuno verrebbe in mente di non perseguire i rapitori dopo la sua liberazione.

 

La politica nazionale deve fare la sua parte

Ci sono solo due modi perché il regolamento venga privato di efficacia. O la Sindaca viene indotta a tornare indietro, oppure si porta in giudizio l’Amministrazione comunale, come ha fatto il coordinamento.

Ma nel frattempo, la politica nazionale faccia il suo. In Italia c’è un grossissimo problema di esigibilità dei diritti per i soggetti più deboli: poveri, anziani, detenuti, disabili e -appunto- bambini. Se hai soldi per un ricorso, bene, altrimenti devi accontentarti che qualcuno ti faccia la carità e qualcun altro rilasci una bella intervista per dirti che hai ragione (la ragione, quella che proverbialmente, non a caso, si dà ai fessi).

Abbiamo introdotto nell’ordinamento, mutuandola dai paesi del Nord Europa, la figura del Garante proprio per dare strumenti per difendersi e reclamare i propri diritti a chi altrimenti non avrebbe voce. Ma non serve a nulla se non diamo strumenti a questi soggetti, se non c’è condivisione sociale del valore di queste figure “terze”, se la politica non si fa prontamente carico dei problemi che sollevano. “Senza aspettare i tempi della giustizia”, come direbbe il Presidente del Consiglio.

 

Che cosa dice Vincenzo Spadafora?

A questo si aggiunga il paradosso dei paradossi: c’è un signore a Palazzo Chigi che fa il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che fino a ieri era il Garante per i diritti dell’infanzia e fino all’altro ieri il Presidente di Unicef Italia. Cosa ne pensa l’On. Spadafora della palese violazione dei diritti dell’infanzia della quale si è resa responsabile una sindaca del partito con cui sta governando il paese? Niente da dire? Perfino il Ministro Bussetti, “in quota Lega”, ha pensato fosse necessaria una presa di posizione, anche se a mio giudizio troppo timida.

Coraggio, Spadafora, ci sorprenda! Faccia lei una bella telefonata alla Sindaca di Lodi perché ripristini i diritti violati che tanto le stavano a cuore nella sua vita precedente. Se invece trova sconveniente “ingerire”, a margine del prossimo Consiglio dei Ministri scambi due chiacchiere con il segretario della Lega. A Salvini piace mettere becco sull’operato dei sindaci, vedrà che se gli parla lei si attiverà, bacchettando la Lega lodigiana per eccesso di zelo. E se non si attiva Salvini, almeno lei sia coerente con la sua storia: ne tragga le conseguenze.

Esperto di politiche per l’Education, ha lavorato nell’azienda che ha fondato fino a quando non ha ricoperto incarichi di rilievo istituzionale. Approdato al MIUR con il Sottosegretario Reggi, è stato Capo della Segreteria dei Sottosegretari Reggi e Faraone e ha lavorato nella Segreteria del Ministro Valeria Fedeli. Ha collaborato alla stesura de La Buona Scuola, il “patto educativo” che il Governo Renzi ha proposto al Paese. Ha scritto di politica scolastica su Europa, l’Unità e su riviste on line del settore. Il suo blog è Champ’s Version

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