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Il dovere sacro di difendere la Patria (vaccinandosi)

Pietro Ichino lunedì 8 Marzo 2021
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di Pietro Ichino

Oggi una Repubblica che rischia di perdere la coscienza di sé omette di esigere dai propri cittadini un adempimento minimo, modestissimo ma fondamentale per difendersi da un nemico che fa strage di centinaia di essi ogni giorno.

Ai nostri nonni si insegnava la necessità di essere pronti a dare la vita per la Patria. Quel dovere è stato poi ribadito solennemente nella Costituzione repubblicana, che all’articolo 52 lo ha qualificato come “sacro”. Ora è tempo di interrogarci sul contenuto di quel dovere sacro, di individuarlo in riferimento ai nuovi nemici della Patria. Siamo stabilmente e irreversibilmente in pace con tutte le nazioni che ci circondano, ma le minacce mortali non sono cessate: nel XXI secolo esse vengono per un verso dal terrorismo religioso o politico, per altro verso da un nemico ancora più insidioso e micidiale, il virus. Del dovere di tutti di difendere la Patria contro il terrorismo, anche a rischio della vita, ci siamo occupati due anni fa commentando il comportamento vergognosamente vile di tre insegnanti coinvolti con i loro allievi nel sequestro di uno scuola-bus sulla Paullese. Oggi invece parliamo del dovere che incombe su tutti di collaborare alla lotta contro un virus che da un anno ormai – per guardare solo all’Italia – uccide centinaia di nostri concittadini ogni giorno.

L’arma principale contro questo nemico è la vaccinazione, che non comporta il mettere a repentaglio la propria vita, ma soltanto l’impegno di una mezz’ora e qualche modesto malessere del tutto passeggero. Parrebbe ovvio che, dove non ci siano controindicazioni mediche personali, tutti si debbano considerare obbligati a questo gesto, se non dal dovere di proteggere se stessi, certo dal dovere di solidarietà con tutti gli altri. Invece un cittadino su cinque ritiene di non essere soggetto a questo dovere; in questa sua renitenza il Garante della Privacy gli dà compiacente copertura; altrettanto fa un sistema delle relazioni industriali che ha perso il senso del proprio compito; e, quel che è peggio, altrettanto fa il legislatore per la presenza di qualche no-vax nella maggioranza, dimenticando l’articolo 52 della Costituzione e omettendo di inserire in uno qualsiasi dei suoi frequenti decreti queste sei parole che dovrebbero essere ovvie: “Vaccinarsi è dovere di ogni cittadino”.

Pubblicato su pietroichino.it l’8 marzo 2021

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