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Alleanza Pd-M5s? Dico no, senza giochi di parole

Dario Parrini domenica 16 dicembre 2018
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di Dario Parrini

 

SULL’IDEA DELL’ALLEANZA PD-M5S NON GIOCHI DI PAROLE MA SCHIETTEZZA

In un convegno di Italianieuropei, Gianni Cuperlo, un amico di cui ho sempre riconosciuto l’intelligenza e lo spessore, anche quando non ne ho condiviso le valutazioni, ha riproposto una lettura a mio avviso profondamente errata della natura del M5S e di come verso il M5S dovrebbe atteggiarsi il Pd.

Secondo Cuperlo, Lega e M5S non sono la stessa cosa, e il Pd dovrebbe prefiggersi di  “disarticolare” l’attuale maggioranza di governo.
Con la stima di cui dicevo poc’anzi, vorrei invitare Gianni a non nascondersi dietro a dei giri di parole su una questione fondamentale.

Si privilegi la schiettezza.
Andando al sodo, Cuperlo ci sta dicendo che il Pd ha sbagliato a non allearsi con il M5S dopo le elezioni del 4 marzo. E che deve sentirsi in colpa per il fatto che Di Maio e Salvini governano insieme. E infine che il Pd dovrebbe prepararsi a governare con i grillini dopo averli staccati dai leghisti.

Personalmente, NON CONDIVIDO questa analisi.

PENSO che il Pd debba, con buone proposte e comportamenti adeguati, puntare a sottrarre elettori al M5S, non a stringerci accordi.

PENSO che M5S e Lega siano, per quanto diversi, ugualmente dannosi.

E PENSO che invece di domandarsi come mai questa maggioranza è nata, ci si dovrebbe domandare come si possa il più velocemente possibile far comprendere a una grossa fetta di italiani che essa è pericolosa e che non merita alcuna fiducia.

Sindaco di Vinci dal 2004/2013. Nel 2013/2018 deputato e dal marzo 2018 senatore. Dal febbraio 2014 al marzo 2018 segretario Pd Toscana.

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