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Da Riace a Stoccolma: storie di migranti in Europa

Sara Bergamaschi martedì 2 ottobre 2018
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di Sara Bergamaschi

 

 

L’arresto di Mimmo Lucano, sindaco di Riace e simbolo in Italia dell’accoglienza per profughi e migranti, ci porta tanta tristezza proprio nel giorno in cui presentiamo in Italia, dopo l’anteprima negli Stati Uniti, It Will Be Chaos, “Sarà il caos”, un documentario importante e una produzione complessa che è passata anche attraverso Riace e che ha vissuto nelle parole ed azioni del suo amato sindaco.

Oggi in proiezione durante il Milan Film Festival alle 19 al Piccolo Teatro Studio Melato e a Bologna sabato 13 ottobre ore 20:45 al Cinema Lumière.

È una giornata piena di emozioni e ricordi di un viaggio esemplare ed un cammino commovente. Una delle lezioni più grandi mai avute nella mia vita, in tutti i sensi.

Il documentario racconta la storia di Aregai, un eritreo sopravvissuto al tragico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e della famiglia siriana del mio carissimo amico e fratello Thair, che ho conosciuto a Damasco nel 2009. — Wael e Doha (e i loro 4 coraggiosissimi bambini, Sidra, Hostal, Homam e Sima, più 3 nipoti minorenni al seguito, Taesyr, Hade e Ribal) lasciarono gli orrori Damasco in guerra e la loro casa sotto le bombe a fine settembre 2015.

Dopo essere riusciti a passar il confine libanese e ad imbarcarsi su uno degli ultimi traghetti da Tripoli (nord del Libano) a Marmaris, in Turchia, rimasero bloccati a Smirne (Izmir) per poi salire su un gommone diretto all’isola greca di Lesvos. Da lì, Wael e Doha attraversarono 7 paesi e portarono la numerosa famiglia in Germania, attraverso l’intero corridoio balcanico, in un’odissea di stenti, paure, e pericoli che racconta le storie di ingiustizia di un’umanità messa fortemente alla prova …

Una volta giunta ad Atene (esattamente il 2 ottobre di tre anni fa), tre meravigliosi fratelli minorenni (siriani/palestinesi di Homs) – Othman, Lin &Batoul – con cui sono stata messa in contatto tramite Sevil, un’amica turca – si unirono al gruppo di Wael e Doha e una volta in Germania Thair ed io li aiutammo a raggiungere Amburgo dove si imbarcarono sul traghetto per Stoccolma, dove ora hanno ricevuto asilo politico e sono riusciti a far arrivare i genitori da Homs…

Non mi scorderò mai quell’ultimo tragitto in una freddissima giornata autunnale tedesca… quegli sguardi, quelle lacrime, quegli abbracci da cui non vorresti staccarsi mai, come se quei tre fratelli e sorelle fossero la tua proprio famiglia e così è stato per me….

L’amicizia profonda che mi lega fortemente da molti anni a queste due famiglie non può essere descritta a parole ma sarà per sempre lo spirito di coraggio, umiltà, fiducia e perseveranza che sostiene di questo documentario. Spero riusciate andarlo a vedere a Milano o Bologna – vi informerò di altre date se ce ne saranno.

https://hotcorn.com/…/viaggi-della-speranza-un-documentari…/

È una delle tre fondatrici di Strategic Advocacy for Human Rights (SAHR), ong che lavora per la protezione delle donne e l’implementazione della giustizia per donne e bambini in India, Afghanistan e Medio Oriente. Già funzionaria ONU a New York, in Giordania e in Turchia dove coordinava l’assistenza umanitaria ai profughi siriani. Ha lavorato in passato con International Rescue Committee (IRC), con l’ufficio della cooperazione italiana in Egitto, e con la cooperazione tedesca in Marocco.

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