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di Gianluigi Leto

Ora che i complottisti sono al governo, non sono più sufficienti conoscenze giuridiche ed economiche per comprenderne le scelte. È sempre tutto misterioso. Tutto prelude a fatti indicibili. Sintonizziamoci sul canale TV dei film gialli e non certo sulle riprese dal parlamento.

Siamo di fronte a un ‘delitto perfetto’?

Di questi giorni si ha notizia di un delitto perfetto, compiutosi dal governo precedente. Ci viene chiesto di fidarci completamente delle dichiarazioni di chi quel delitto dichiara di aver scoperto, grazie ad un parere della Avvocatura dello Stato, ma quel parere non pubblica nonostante lo dichiari rivelatore del misfatto. Parliamo dell’ILVA, naturalmente.

Che l’opposizione ingaggi Sherlock Holmes perché non è possibile indagare del delitto perfetto, se non sono chiari i termini della vicenda.

Di Maio dichiara che la Avvocatura dello Stato vuole che il parere resti riservato, ma certo è proprio il Vice Premier a venir meno a questa richiesta, asserendo che l’esito dell’approfondimento della Avvocatura erariale porta a ritenere che la gara sia illegittima per eccesso di potere senza dire di più. Rivelandone l’esito vuol dire già venire meno alla richiesta di riservatezza. La richiesta della Avvocatura è comprensibile ma non vincola di certo il ministro che quel parere ha chiesto. È quindi una giustificazione maldestra.

La (sospetta) mancanza di trasparenza

La Avvocatura dello Stato probabilmente avrà ritenuto che le proprie valutazioni sarebbero state condivise dal ministero, con un ulteriore passaggio procedurale, e forse ci è stato …: invece, il parere erariale viene presentato come la parola definitiva sulla vicenda. Ma allora perché non pubblicarlo?

Altra cosa sarebbe se oltre al parere erariale ci fosse anche un provvedimento finale del ministro che facesse proprio quel parere: la pubblicazione del provvedimento soddisferebbe l’esigenza di conoscere la valutazione del ministro.

Il parere resterebbe un atto interno ad una procedura più complessa di cui il parere costituirebbe solo un passaggio. Invece, il ministro alla partita ne fa un vessillo. Bene, lo sveli!

Infatti, le dichiarazioni fatte sono assolutamente incomprensibili e contraddittorie. Se la gara fosse palesemente illegittima, va annullata. Nel caso di procedure concorsuali, l’interesse pubblico sta nella scelta del miglior contraente per lo Stato.

La grande confusione del Ministro Di Maio

Di Maio afferma che se la gara fosse stata condotta in altro modo avremmo avuto un migliore risultato, ad es., sul numero degli occupati. Allora Di Maio dovrebbe annullare la gara se le illegittimità compiute fossero cosi gravi da non aver portato alla migliore scelta. L’interesse pubblico non è preservato dal fatto che non ci sia altra impresa che possa acquistare Ilva. Si ricorda che la gara, poi, vedeva due concorrenti: quindi, nella valutazione della questione bisogna tenere conto dell’interesse degli altri concorrenti. Anche sotto tale profilo le dichiarazioni del governo non hanno alcun fondamento giuridico.

L’autotutela è, comunque, scelta discrezionale del ministero. La riscontrata illegittimità non vincola il ministero all’annullamento, è vero, ma è altresì vero che dipende da quali siano le violazioni riscontrate, proprio per salvaguardare l’interesse pubblico alla migliore scelta.

Ma quali sono queste violazioni? Si parla di eccesso di potere che è vizio sintomatico della discrezionalità ma ai più non dice molto; quindi, va spiegato perché eccesso di potere è termine tecnico del diritto amministrativo. Di per sé, nonostante il nome, può riferirsi a vizi anche minimi che non richiedono obbligatoriamente l’annullamento tant’è che Di Maio parla anche di irregolarità che è cosa ben diversa dalle illegittimità.

Di Maio non invochi l’interesse pubblico come ostativo all’annullamento: se la illegittimità fosse così grave, proprio l’interesse pubblico richiederebbe l’annullamento. Se invece vi fosse qualche irregolarità o lievi illegittimità è chiaro che l’interesse pubblico è preservato dal mantenimento della aggiudicazione, in capo a chi la gara l’ha vinta.

….ma la gara è legittima

A sentire altre dichiarazioni di membri del governo, parrebbe che l’unico vizio sarebbe quello di avere allungato un termine per la presentazione del piano ambientale; a questo proposito si ricorda che proprio su questo tema era stato richiesto un parere preventivo alla Avvocatura dello Stato che aveva suggerito una norma ad hoc. Quindi, nessuna illegittimità né irregolarità possono essere lamentate ed è per questo che la gara non può essere annullata perché è legittima. Ed il parere non viene pubblicato perché conferma la correttezza della gara. Si ricorda da ultimo che il metodo della gara era stato scelto dal governo Gentiloni, quando non vi era obbligato dal codice degli appalti, sottoponendosi a procedure e vincoli che avrebbe potuto superare con una trattativa privata.

Non si parli, quindi, di delitto perfetto. Non si rimandi all’idea di complotto, quando si è al governo.

Esperto di Diritto Amministrativo, investigatore nelle istituzioni, amante della trasparenza e della legalità, disvelatore delle menzogne populiste

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