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Il Nord in questione, dieci anni dopo la crisi

Francesco Gastaldi mercoledì 23 Gennaio 2019
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di Francesco Gastaldi

 

Una decina di anni fa, fra il 2007 e il 2008, una serie di volumi aveva riportato l’attenzione sulla questione settentrionale anche nell’ambito di aree culturali riformatrici di sinistra. Volumi e saggi si erano interrogati sulla crisi del Nord con particolare riferimento all’incapacità della politica di cogliere i segnali di malessere (scarsa efficacia istituzionale, ritardo infrastrutturale, problemi di competitività nel contesto europeo) e dare adeguata rappresentanza a queste istanze.

Dopo molti anni di dibattito sulla ancora irrisolta, e per certi versi aggravata, questione meridionale, sembrava doveroso interrogarsi sulla parte più dinamica e produttiva del paese, l’indebolimento dei partiti come strumento di promozione di interessi collettivi, la crescente autoreferenzialità della politica, il consolidarsi di movimenti secessionisti e particolaristici.

Tutti questi temi mobilitavano profondamente studiosi, opinionisti, saggisti e docenti universitari (1). Anche esponenti politici e giornalistici riflettevano sul ritardo della sinistra nel comprendere segnali e fattori di cambiamento socio-economico (2).

Ma dieci anni dopo, ci sono due fattori nuovi

Da allora sono passati più di 10 anni, cosa è rimasto di quelle riflessioni? La domanda va posta sicuramente alla luce di almeno due fatti nuovi intervenuti:

a) dieci anni di crisi economica che, convenzionalmente viene fatta partire dagli anni in cui venivano editati questi contributi, ha modificato (e sotto certi versi ampliato) questioni aperte e problematiche dell’area settentrionale del Paese;

b) l’evoluzione di uno dei principali attori politici da partito secessionista (in chiave di dualismo Nord vs Sud Italia) a partito sovranista (in chiave di dualismo Italia vs Europa) ha ridefinito le tematiche del dibattito pubblico e di rappresentanza politica di alcune istanze.

 

L’indebolimento del Nord, oltre il tessuto produttivo

Dieci anni fa, anche se si evidenziavano problemi, nessuno avrebbe potuto immaginare che l’area traino al dinamismo economico del paese, soprattutto nell’export e nei prodotti del made in Italy, potesse avviarsi verso una spirale di crescente debolezza.

La coscienza di aver sviluppato forme di successo dal punto di vista imprenditoriale aveva creato una sorta di presunzione di essere indenni da alcune questioni, che ha generato isolamento e incapacità nel cogliere segnali di cambiamento provenienti dal mercato. Il Nord sta attraversando una fase di metamorfosi molto profonda che investe non solo il tessuto produttivo, ma anche le comunità locali.

Crisi economica, dunque, ma anche crisi sociale, di identità e di ruolo. Parole come “disoccupazione” e “cassa integrazione” che fino ad ora erano quasi sconosciute in certe zone del Nord, oggi fanno capolino nelle cronache dei quotidiani, ambiti territoriali destabilizzati iniziano a porsi problemi che mai li avevano intaccati nei periodi di sviluppo e crescita.

 

Serve una politica capace di offrire scenari di futuro

La crisi ha modificato non solo i comportamenti delle imprese, ma anche il modo in cui conoscenze, valori, istituzioni e mondo della produzione oggi interagiscono fra di loro, ha fatto emergere una nuova domanda di rappresentanza e governo del territorio che ha visto molti attori di politiche pubbliche del tutto impreparati.

In un quadro totalmente destabilizzato sembra ancora mancare una politica in grado di interpretare e offrire scenari di futuro, di prefigurare percorsi e di regolare lo sviluppo assieme agli attori sociali ed economici.

 

 


(1) Giuseppe Berta, Nord. Mondadori, Milano, 2008; Giuseppe Berta, Questione settentrionale, Annali della Fondazione Feltrinelli, Feltrinelli, Milano, 2008; Aldo Bonomi, Il rancore del Nord. Feltrinelli, Milano, 2008; AA. VV., Libro bianco per il Nord Ovest, Consiglio nazionale delle Scienze sociali, Marsilio, Venezia 2007.

(2) Marco Alfieri, Terra ostile. La sinistra e il Nord, Marsilio, Venezia, 2008; Riccardo Illy, Così perdiamo il Nord, Mondadori, Milano, 2008.

 

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