LibertàEguale

Digita parola chiave

La differenza, nuova frontiera dell’uguaglianza

Danilo Di Matteo sabato 26 Novembre 2022
Condividi

di Danilo Di Matteo

 

Domenica scorsa il presidente del Veneto Luca Zaia, ospite di Fabio Fazio, sosteneva che i dilemmi etici, come quelli legati al fine vita, e le questioni dei diritti non sarebbero né di destra né di sinistra. E invitava ad adottare al riguardo la prospettiva delle giovani generazioni. C’è del vero. Attenzione, però, a non cadere nell’equivoco: non si tratta affatto di temi impolitici. Anzi, la loro politicità è di giorno in giorno più evidente, come dimostrano i fatti del Qatar.

Un primo livello è rappresentato dal confronto (e dallo scontro), di portata incalcolabile, tra due orizzonti: la società aperta e quella chiusa. Dove la chiusura e l’apertura si misurano in termini economici, etici, ecologici, culturali. Una città o uno Stato “globale” è quello che accoglie e offre spazi e opportunità a persone delle diverse etnie, di orientamento sessuale differente o di differente identità di genere, delle varie credenze religiose e così via. La chiusura, al contrario, esprime un atteggiamento difensivo, di paura. Speranza versus paura, potremmo dire.

E vi è poi un livello forse ancor più profondo legato ai dilemmi delle differenze. Nel proporre tale ragionamento, sono debitore di grandi autori come Piero Angela e Furio Colombo. Immaginiamo una società fondata sul riconoscimento e sulla valorizzazione del merito. Ecco, se quest’ultimo venisse misurato sulla base di un solo parametro o di pochi parametri, molti verrebbero esclusi, pur offrendo, utopicamente, a ciascuna famiglia e a ciascun ragazzo opportunità identiche. Biologicamente, infatti, siamo diversi. Paradossalmente, dunque, la società più equa immaginabile farebbe emergere ancor di più la diversa “dotazione” biologica. Come uscirne? Promuovendo le differenze. Se a ciascuno, infatti, si offrisse la possibilità di coltivare e sviluppare le proprie peculiarità, i propri “doni”, le proprie attitudini e capacità, dissimili da quelle altrui, vi sarebbe il massimo di giustizia sociale concepibile.

La differenza, dunque, è il nome nuovo dell’uguaglianza, la sua nuova frontiera.

Tags:

Lascia un commento

L'indirizzo mail non verrà reso pubblico. I campi richiesti sono segnati con *