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Ma quali furbetti! Questo è un reddito di clientela

Natale Forlani lunedì 4 febbraio 2019
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di Natale Forlani

Perché non servono le minacce per correggere le leggi sbagliate

 

Il varo del reddito di cittadinanza sarà accompagnato dalla descrizione della batteria infinita di comportamenti opportunistici volti a sfruttare, e a far durare nel tempo, i sussidi erogati con il reddito di cittadinanza frutto della imbattibile creatività italiana.

 

La falsa narrazione su furbetti e fannulloni

Nel frattempo gli ideatori del provvedimento accompagneranno l’escalation con analoghi, e altrettanto fantasiosi, annunci di persecuzioni di massa per i finti poveri: agenti della guardia di finanza che rivoltano come un calzino i redditi familiari, ispettori che che vengono dirottati a controllare i lavoratori in nero anziché i datori di lavoro, navigator impegnati a controllare i consumi dei beneficiari per denunciare gli stessi se fanno la spesa all’Unieuro, anagrafi in grado di fare le pulci ai poveri su entrate e spese dei beneficiari, mentre si fanno condoni per manifesta incapacità di controllare gli evasori.

Quasi quasi, per rendere efficace l’ accertamento dei redditi non denunciati da lavoro sommerso, si potrebbe garantire l’impunità ai datori di lavoro che denunciano i lavoratori che hanno lavorato in nero presso la loro impresa.

 

Quanto vale il lavoro sommerso

Eppure basterebbe analizzare, anche grossolanamente, le statistiche sulla formazione del reddito delle imprese e delle famiglie fornite dall’ISTAT, per comprendere l’incidenza del lavoro sommerso, e il divario esistente tra i redditi ufficiali e i consumi reali. E per avere contezza della differenza esistente tra la povertà formale, quella delineata nelle dichiarazioni dei redditi, e quella sostanziale legata a condizioni di disagio e di esclusione. Realtà che sembra meglio rappresentata nel film “Come un gatto in tangenziale” che nella relazione tecnica che accompagna il decreto legge in questione.

Quella dei furbetti e dei fannulloni è una falsa narrazione della realtà.
Le persone si comportano in modo razionale. Se la norma prevede che puoi avere un sussidio se hai un reddito inferiore ai 780 euro mensili sino a che non ti propongono un lavoro a tempo indeterminato, tutti coloro, tanti, che hanno in corso un lavoro a termine o un part time, alla scadenza del contratto cercheranno di avere il sussidio. Hanno voglia i navigator di trovare posti di lavoro a tempo indeterminato.. premesso che in certe parti d’Italia se si azzardano a fare una segnalazione per una mancata accettazione della eventuale offerta di lavoro, il povero Navigator faticherebbe a ritrovare l’indirizzo di casa anche utilizzando il.. navigator.

 

Una gigantesca rete clientelare

Ho cercato di illustrare in un precedente articolo perché le politiche di contrasto verso la povertà basate sui sussidi sono destinate a fallire, e non è un caso che tutte le riforme negli altri paesi europei si siano orientate a ridurre i sussidi a vantaggio della erogazione di servizi e di incentivi.

Nella realtà tutto il film prodotto nei mesi recenti è semplicemente finalizzato a creare una cortina fumogena per accelerare l’erogazione dei sussidi e a consolidare una gigantesca rete clientelare in grado di condizionare l’offerta politica nei prossimi anni, in particolare nel Mezzogiorno.

 

P.S.

Vedo che nel dibattito all’interno della “sinistra” italiana non mancano le voci di quelli, molti, che ritengono che quota 100 sulle pensioni e il reddito “dovevamo farli noi”. E con queste affermazioni delineano di fatto la prospettiva di allenza futura con i 5 stelle. Sono da tempo convinto che i semi della deriva, che ci ostiniamo a definire come populista, vengano da lontano e che la sinistra italiana abbia offerto un notevole contributo in questa direzione…

Natale Forlani è stato segretario confederale della Cisl e ad di Italia Lavoro (Agenzia strumentale del Ministero del Lavoro, della quale ha assunto anche la carica di presidente nel 2009). Già direttore generale dell’Immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è stato estensore, insieme a Marco Biagi ed altri autori, del Libro Bianco sul Lavoro.

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