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Sette punti per capire questa crisi

Carlo Fusaro venerdì 9 agosto 2019
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di Carlo Fusaro

 

Qualche ragionamento a caldo scritto apposta stamane prima di leggere i giornali.
Sembra che la crisi ci sia e che le elezioni si avvicinino. Ma attenzione la tempistica non è chiara e lì si gioca molto.

Uno. L’operazione logoramento di Salvini è in pieno sviluppo. Bene. Il governo è in conclamata crisi politica ma si parla del 20 agosto (dopo 12 gg.!) per il chiarimento parlamentare che vedrete sarà in due camere ( il bello del bicameralismo)… Poi prevedo tempi lumacheschi. Non escluderei governi che facciano scavalcare l’anno (rimane incognita riforma costituzionale, v. dopo).

Due. Va capito se è un’iniziativa sua, se è un’imbeccata in linea con quel che si leggeva sui giornali o se alla Casaleggio Associati han fatto i loro conti (del resto gli algoritmi per analizzare via rete gli elettori è il loro mestiere) e han deciso che questa è la via per salvare il salvabile del M5S: ma è chiarissimo che Giuseppe Conte cerca di legittimarsi come l’antiSalvini alla testa del M5S. Mai s’era visto un premier uscente attaccare così il suo maggiore alleato.

Tre. Forse non è stato astuto (per chi non voleva il voto) far circolare l’idea che andava riformata la legge elettorale in funzione antiLega. Ma tant’è.

Quattro. Va analizzato bene l’intreccio con la riforma costituzionale per la riduzione dei parlamentari. Che però mi pare morta. Non conviene neanche al M5S che ripete l’operazione Tav: sa che non si farà e ne fa cavallo di battaglia elettorale. In effetti approvandola il M5S sparisce o quasi, una bella tentazione. Però è anche vero che i tempi delle elezioni si ritarderebbero potenzialmente di molto. Pro e contro che non mi sono ancora chiari né per i singoli attori né per il paese.

Cinque. Non è chiaro quale governo porta il Paese al voto. Sarà una bella disputa. Ci sono precedenti in entrambe le direzioni. Certo: la maggioranza sembra divisa davvero in misura inconciliabile… E poi il ministro dell’interno è colui che ieri ha cominciato a fare appello agli elettori all’insegna del “datemi pieni poteri”. Il che preannuncia una campagna non da poco! Che resti agli interni mi pare fortemente sconsigliabile. Vedremo.

Sei. Sarà – difficile evitarlo – un tutti contro Salvini (con contorno di Meloni, forse Toti)… Un bel rischio. Perché Salvini farà campagna promettendo taglio tasse costi quel che costi, sovranismo e chi se ne frega dell’Ue. Se gli italiani gli dan retta saranno guai seri.

Sette. I mercati han già cominciato a farsi sentire. Chiaro che voteranno contro Salvini: di nuovo bisogna vedere come gli elettori reagiranno.

Infine: non è chiaro quale sarà l’offerta elettorale. Nasce una forza moderata centrista? Non nasce? Come nasce e con chi nasce? Il Pd giustamente dice di non voler altro che nuove elezioni… Ma la verità è che ad ottobre sarebbe presto.

Dunque sono in tanti a voler rallentare la corsa di Salvini, e pour cause. Anche se non lo possono dire. Ne vedremo delle belle.

Siamo su un otto volante la fine corsa del quale non promette nulla di buono al momento. A meno che fra una spinta e l’altra gli italiani non si rendano conto dei guai in cui si sono cacciati con le proprie mani e schede elettorali, e di queste schede facciano un uso rispettoso di un’intera storia di 70 anni e più che al netto di errori e cattivi comportamenti (del resto comuni a tutti o quasi) è stata fino a ieri una storia di crescita e di progresso.

Già professore ordinario di Diritto elettorale e parlamentare
nell’Università di Firenze e già direttore del Dipartimento di diritto
pubblico. Ha insegnato nell’Università di Pisa ed è stato “visiting
professor” presso le università di Brema, Hiroshima e University College
London. Presidente di Intercultura ONLUS dal 2004 al 2007, trustee di
AFS IP dal 2007 al 2013; presidente della corte costituzionale di San
Marino dal 2014 al 2016; deputato al Parlamento italiano per il Partito
repubblicano (1983-1984).

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