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2035, il dogmatismo verde rischia il disastro dell’Europa

Umberto Minopoli mercoledì 15 Giugno 2022
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di Umberto Minopoli

 

Prima con la Tassonomia e poi con il REPower Eu, l’indicazione della Commissione sembra chiara: occorre pragmatismo, realismo e aggiornamenti nella applicazione pratica degli obiettivi emissivi.

La transizione climatica non può entrare in contrasto con quella energetica, con la sostenibilità economica e sociale e con la competitività europea.

Il Parlamento e i partiti europei , con il voto sulla mobilità elettrica e sugli Ets, ha mostrato di non essere in linea con la Commissione.

Prendiamo l’auto. Il “tutto elettrico” e la cancellazione del motore endotermico sono un errore di massimalismo, ma anche un clamoroso travisamento tecnologico. L’auto elettrica non realizza affatto la neutralità climatica: nel 2035 essa sarà’ prodotta spendendo energia non verde, le batterie saranno ricaricate con energia non verde.

Nel contempo la dipendenza dalle materie prime cinesi strozzerà la competitività dei produttori di auto elettriche. Tutto ciò, in nome di un falso tecnologico: dove sta scritto che minori emissioni di CO2 significhi fine del motore endotermico?

Per l’Italia si prefigura un disastro: per il 2035, dovremo togliere dal mercato centinaia di migliaia di auto endotermiche, sapendo già che il loro sostituto elettrico costerà molto di più e si venderà’ in numeri assai inferiori. Tutto ciò si abbatterà sull’occupazione. Specie nella componentistica.

Perché poi affidare il futuro della mobilità low carbon solo alle batterie elettriche? La ricerca di nuovi carburanti e nuovi sistemi di propulsione(evoluzione dei motori ibridi, bio combustibili, idrogeno, celle a combustibile ecc) verrà bruscamente scoraggiata. Con le premesse del voto su auto elettrica ed Ets, quale sarà’ la condotta del Parlamento nel prossimo voto sulla Tassonomia? C’e’ da temere il peggio.

I socialisti europei, in particolare, sembrano aver disperso l’anima, in nome di una deriva verso posizioni verdi ridotte a semplificazioni dogmatiche e irrealistiche. Così la sinistra, in Europa, si pregiudica una funzione di governo della transizione.

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