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Addio Graziella

Redazione lunedì 19 Settembre 2022
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C’era una volta “il gruppo primavera”. Forse solo i parlamentari dei DS eletti per la prima volta nel 1992 ricordano di che si parla. “Primavera” perché comprendeva i parlamentari più giovani, per lo meno di spirito, ma anche quelli meno disponibili a sottomettersi alle vecchie regole del partito. Un po’ ribelli, dunque. E nel ’94 si rifiutarono di accettare “i consigli” della segreteria Occhetto che al Senato voleva un capogruppo a lui vicino e un vice presidente del Senato, scelto fra i fedelissimi.

Una delle anime più combattive di quel gruppo fu allora proprio Graziella Pagano. E se Cesare Salvi fu eletto capo gruppo e Carlo Rognoni vice presidente del Senato fu proprio  per l’insistenza e la determinazione della maggioranza di quel gruppo primavera. Un gruppo che possiamo definire “riformista” ante litteram. Non a caso il senatore più anziano per vita politica e allora riconosciuto come il più riformista era Enrico Morando, fra i fondatori di Libertà Eguale, associazione a cui la stessa Graziella prese parte.

Fino all’ultimo Graziella Pagano ha combattuto … contro la malattia, certo. Ma anche in nome del suo grande amore per la politica, accettando – come rappresentante di Italia Viva – di essere candidata del Terzo Polo.

“Cari amici, cari compagni, la mia battaglia finisce qui. Prima di “passare dall’altra parte”, vi lascio con un grande abbraccio e un ringraziamento sincero”.

Non sappiamo se a scrivere questa lettera di addio sia stata lei stessa o il suo amatissimo figlio Lorenzo. Quello che è sicuro è che lo spirito di questa lettera riflette bene e sinceramente le idee di Graziella.

“In questi anni – avrebbe scritto da ultimo Graziella – non mi avete mai fatto sentire sola e ho sempre sentito forte il vostro affetto e la vostra vicinanza. Anche per questo ho accettato di candidarmi. Non per tornare, ma per rappresentare una comunità. Alla quale sentivo di appartenere… Il 25 settembre sarò in Paradiso (se mi vorranno). Il mio seggio scatterà lì con buona pace dei miei avversari interni ed esterni. Voi però non fate scherzi, continuate a lavorare anche perché da lassù vi posso controllare più facilmente”.

Nel  ‘92 Carlo Rognoni scrisse in un articolo per l’Europeo (firmato “senatore X”) che vicino a lui sedeva una bella, sorridente, matrona della politica. Quel “matrona” le andò di traverso. Ma sorridendo sempre e non dimenticando mai che i napoletani come lei sanno anche scherzare su se stessi.

E’ stata consigliera comunale di Napoli dal 1987 al 1992, anno in cui è stata eletta senatrice. Confermata per quattro legislature.  Dal 2008 al 2009 è stata europarlamentare. Dal 2010 al 2011 è stata anche assessore al Turismo, ai Grandi eventi e ai Rapporti con la Municipalità, nella giunta guidata da Rosa Russo Iervolino. E’ stata responsabile Scuola dei DS.

Lasciandoci, lascia un grande vuoto. E siamo sicuri che martedì 20 settembre quando si terranno i funerali  presso la Basilica Santuario del Carmine Maggiore in piazza del Carmine a Napoli, saranno molti i suoi concittadini – e non solo – a darle l’ultimo saluto e a renderle omaggio.

 

Carlo Rognoni

Monica Bettoni

Anna Bucciarelli

Franca D’Alessandro Prisco

Maria Grazia Daniele

Lorenzo Forcieri

Fausto Giovanelli

Berardo Impegno

Enrico Morando

Magda Negri

Giorgio Tonini

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