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Riformismo, scuola, donne: la lezione di Graziella Pagano

Redazione mercoledì 21 Settembre 2022
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di Valeria Valente*

 

Signor Presidente, garantisco che per me non è per nulla semplice ricordare Graziella.

Graziella, come mi ha insegnato lei, era innanzitutto un’amica, una maestra, una consigliera premurosa e saggia, un punto di riferimento per tante di noi.

Ho incontrato Graziella a vent’anni, durante la mia prima esperienza in consiglio comunale; lei era senatrice ed era parte di un gruppo che nel partito investiva sulle giovani donne, alle quali insegnava come fare politica in un contesto per loro ancora complicato e difficile.

Graziella era prima di tutto un’insegnante, amava essere un’insegnante e si è dedicata per tutta la vita al tema della scuola.

Poi, come è già stato ricordato, è stata consigliera comunale, senatrice, consigliera della Ministra per le pari opportunità, europarlamentare e di nuovo assessore. La sorte volle che a suo tempo, come assessore della giunta Iervolino, prendesse proprio le mie deleghe, a seguito delle mie dimissioni. Tanti sono gli incarichi che Graziella ha rivestito nel partito, dal PCI, passando per i DS, al PD. Da ultimo aveva scelto di aderire a Italia Viva, ma i nostri percorsi umani, innanzitutto di grande amicizia e di grande stima reciproca, non si sono mai allontanati del tutto e anzi forse in alcuni casi si sono rinsaldati.

Graziella è stata una figura autorevole e di spicco della politica napoletana, protagonista riconosciuta di quella squadra di riformisti che a Napoli ha espresso sempre tante personalità, dal presidente Giorgio Napolitano, verso cui Graziella vantava una grande e sincera amicizia, passando per Gerardo Chiaromonte, Maurizio Valenzi, Carlo Fermariello, Umberto Ranieri: potrei ricordarne tanti e tanti colleghi senatori con cui ha condiviso pezzi del suo percorso istituzionale e politico, da donna della città di Napoli e da donna delle istituzioni. Graziella era una donna forte, appassionata, determinata e coraggiosa che, come è già stato detto, nell’Assemblea del Senato ha ricoperto ruoli istituzionali e politici anche in fasi difficili e delicate, sempre con grande competenza, che era quello che noi tutte le riconoscevamo – noi tutte, donne del Partito Democratico di Napoli e donne di sinistra e progressiste della nostra città – con grande rigore istituzionale e, soprattutto, una grande ed enorme autorevolezza.

Era capace di avere rapporti con tutti, di dialogare e mediare anche con chi aveva posizioni distanti dalle sue e da quelle della parte politica che rappresentava. Era una donna capace di grandissime e straordinarie relazioni, costruite innanzitutto sul suo modo brillante di tenere i rapporti, riconoscendo sempre nell’avversario un interlocutore e mai un nemico. La sua straordinaria generosità e umanità erano riconosciute da tutti. I suoi unici veri nemici erano la demagogia e il populismo: quelli davvero non li sopportava e li osteggiava con tutta se stessa e con tutta la forza di cui era capace.

Come detto, le sue altri grandi passioni politiche, oltre al riformismo, erano la scuola e le donne. Alla scuola, come materia del suo impegno istituzionale e politico, non ha mai rinunciato, sin da quando ha iniziato, come consigliere comunale, a presiedere la commissione scuola dell’allora consiglio comunale, nei primi anni del suo impegno. Alle donne, ugualmente, mai: sempre pronta a spendersi per affermare un protagonismo femminile reale, autonomo, libero ed autorevole, in contesti ancora troppo maschili, da quelli interni al partito a quelli più istituzionali. Fu parte di un percorso di donne, che tanto a Roma quanto a Napoli l’ha vista sempre protagonista, in un rapporto vero di fiducia, direi di sorellanza, con tante donne, al di là dell’appartenenza e degli schieramenti del momento.

A questa che era gran parte della sua vita, ovviamente, si aggiungono, attraverso i tempi e le fasi diverse, i suoi due grandi amori: innanzitutto suo figlio Lorenzo e poi suo marito Enzo. Enzo, che è andato via pochi anni fa e che per lei è stato sempre un prezioso e insostituibile punto di riferimento, e Lorenzo, vero infinito amore della sua vita, a cui nonostante i tanti impegni istituzionali e politici ha cercato di non far mancare mai l’affetto di una madre e la presenza amorevole e affettuosa, pur spesso rimproverandosi, secondo me troppo autocriticamente, di averlo fatto nei primi anni di vita di Lorenzo.

È a loro, ovviamente, alla sorella, amica di viaggio per tutta la sua vita sino a questi ultimi giorni, che va il mio e – credo di poterlo dire – il nostro abbraccio più sincero. Se dovessi dire una parola che mi ricorda Graziella, userei sicuramente la parola «battaglie». Le battaglie fatte insieme con te, grazie a te, su scuola, partito, rappresentanza e diritti delle donne e tante altre. Ne hai fatte tante, vinte tante e noi ti ricorderemo così: grande guerriera, donna straordinaria, politica appassionata, senatrice competente. In quest’ultima battaglia non hai avuto la meglio, ma noi continueremo a ricordarti così, come ti abbiamo vista e conosciuta per tutta una vita, bellissima, sorridente, bionda, forte, tenace. Grazie, Graziella: ci mancherai. Che la terra ti sia lieve.

 

*Senatrice PD, discorso pronunciato nell’aula del Senato il 20 settembre 2022

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