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Pensioni, Boeri: penalizzati giovani, donne e risparmiatori

Redazione venerdì 12 ottobre 2018
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Nel corso di un’audizione informale presso la commissione Lavoro della Camera sulle proposte di legge che mirano a “favorire l’equità del sistema previdenziale” Boeri ha denunciato i possibili danni che la manovra gialloverde provocherà all’intero sistema.

(Qui potete scaricare la relazione completa: Boeri_Pensioni)

Con la riforma delle pensioni così formulata, a rimetterci saranno principalmente giovani, donne e debito pensionistico.

L’effetto combinato della quota 100 insieme all’abolizione del ricalcolo dell’aspettativa di vita per la pensione anticipata porterebbe, secondo il presidente dell’Inps, a un incremento di circa 100 miliardi del debito pensionistico. Debito che sarebbe scaricato sulle spalle delle future generazioni, precisa Boeri. Tra il pensionamento dei “baby boomers” e il contestuale incoraggiamento del governo a pensionare più di 400 mila persone, il numero dei contribuenti tenderà per forza ad assottigliarsi. “Anche nel caso in cui ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro”, la riforma proposta dal governo “fa aumentare la spesa pensionistica mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali”.

Per questo, sui giovani, il presidente non nasconde l’allarme: “Oggi si è parlato di privilegi – ha detto Boeri – Non vorremmo che un domani qualcuno dovesse considerare il fatto stesso di percepire una pensione come un privilegio”.

Boeri ha spiegato che a rimetterci, con questo nuovo sistema, saranno anche le donne, penalizzate da requisiti contributivi elevati, carriere più discontinue e trattamenti pensionistici fino a qui ridotti rispetto agli uomini, per via di meccanismi come l’Opzione donna. Al contrario, ne saranno avvantaggiati soprattutto gli uomini con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico.

“Se lo spirito che anima le proposte qui presentate è quello di correggere per quanto possibile le iniquità più stridenti ereditate da chi in passato ha costruito il consenso concedendo privilegi a categorie di elettori, questo stesso principio deve essere applicato anche in avanti, pensando alle generazioni future”, ha avvertito il presidente dell’Inps.

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