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Regolare la concorrenza delle aziende extra-UE. Ecco il Libro Bianco della Commissione

Irene Tinagli giovedì 18 Giugno 2020
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di Irene Tinagli

 

In campagna elettorale ho parlato spesso della necessità, in Europa, di un monitoraggio e regole più stringenti nei confronti di quelle aziende extra-UE che operano nel mercato europeo ma che ricevono aiuti di Stato dai loro Paesi di provenienza.

Oggi sono contenta di poter annunciare un primo passo importante in questa direzione. La Commissione Europea ha pubblicato un “White Paperin cui sono avanzate proposte concrete per fermare la concorrenza sleale dentro l’Unione legata agli aiuti di Stato di Paesi terzi. Adesso si apre una consultazione pubblica su queste idee, al termine della quale vi sarà una proposta legislativa.

Non è una mossa “protezionista”, chi mi conosce sa che io credo nel mercato, nel commercio internazionale e nell’apertura dei confini (il commercio copre il 35% del PIL della UE e gli investimenti stranieri diretti in Europa danno lavoro a 16 milioni di cittadini…), ma per funzionare bene il mercato ha bisogno di regole uguali per tutti, altrimenti si creano distorsioni e ingiustizie.

Qualsiasi azienda è benvenuta in Europa e deve essere libera di operare, però deve farlo con le stesse regole di quelle europee. Se un’azienda arriva in Europa sussidiata dal Governo del suo Paese di origine e mette fuori mercato o acquista delle aziende europee solo perché queste non ricevono gli stessi aiuti di Stato, si crea concorrenza sleale.

Il White Paper della Commissione avanza tre proposte o “moduli” di intervento percontrastare gli effetti distorsivi causati dalle sovvenzioni estere 1) nel mercato unico in generale, 2) nelle acquisizioni di imprese dell’UE e 3) durante le procedure di appalto pubblico dell’UE

1) Strumento generale per individuare gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere (“modulo 1”)
Il modulo 1 propone di instaurare uno strumento generale di controllo del mercato per individuare tutte le possibili situazioni di mercato in cui sovvenzioni estere potrebbero causare distorsioni nel mercato unico. Nell’ambito di questo modulo, se venisse accertata l’esistenza di una sovvenzione estera, l’autorità di vigilanza imporrebbe misure volte a correggere il probabile effetto distorsivo, come pagamenti di riparazione o rimedi strutturali e comportamentali.

2) Sovvenzioni estere che facilitano l’acquisizione di imprese dell’UE (“modulo 2”)
Il modulo 2, destinato a contrastare le distorsioni causate dalle sovvenzioni estere che facilitano l’acquisizione di imprese dell’UE, mira a garantire che le sovvenzioni estere non conferiscano un indebito vantaggio ai beneficiari al momento di acquisire (partecipazioni in) imprese dell’UE sia direttamente, collegando una sovvenzione a una data acquisizione, che indirettamente, aumentando de facto la forza finanziaria dell’acquirente.
Nell’ambito del modulo 2, le imprese che beneficiano di un sostegno finanziario concesso dal governo di un paese terzo devono notificare alla Commissione le loro acquisizioni di imprese dell’UE al di sopra di una certa soglia, e le operazioni non possono essere concluse prima che questa abbia terminato il suo esame. Qualora la Commissione dovesse riscontrare che l’acquisizione è facilitata dalla sovvenzione estera e causa distorsioni nel mercato unico, potrebbe accettare impegni della parte notificante volti a correggere in modo efficace la distorsione o, in ultima istanza, vietare l’acquisizione.

3) Sovvenzioni estere nelle procedure di appalto pubblico dell’UE (“modulo 3”)
Il modulo 3 riguarda le procedure di appalto pubblico dell’UE. Viene proposto un meccanismo in cui gli offerenti dovrebbero notificare all’amministrazione aggiudicatrice i contributi finanziari ricevuti da paesi terzi. Le amministrazioni aggiudicatrici e le autorità di vigilanza competenti valuterebbero quindi se ci si trovi in presenza di una sovvenzione estera e se questa abbia falsato l’equità della procedura di appalto, nel qual caso l’offerente sarebbe escluso dalla procedura stessa.

Maggiori dettagli nel testo integrale del White Paper.

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