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Elezioni? E io non vedo l’ora

Luigi Marattin sabato 10 agosto 2019
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di Luigi Marattin

 

Non vedo l’ora di accontentare quel buffone di Salvini e andare a votare.

Non vedo l’ora di dire agli italiani che il futuro che abbiamo sempre sognato per noi e per la nostra famiglia non sta né nel nostro passato, ne’ in questi 14 mesi di incubo che abbiamo vissuto in mano a cialtroni che non meritavano neanche di amministrare un condominio.

Non vedo l’ora di dire agli italiani che questo Paese merita di più di due saltimbanchi disoccupati che hanno trovato nella politica di professione il reddito che, al di fuori di essa, non sarebbero mai stati in grado di guadagnare.

Non vedo l’ora di dire agli italiani che no, non tutto quello che ci piace è possibile avere, tutto e subito. Non educhiamo così i figli, non vedo perché dovremmo governare così il nostro paese.

Non vedo l’ora di dire agli italiani che è finita – e per sempre – l’epoca delle notizie false, delle manipolazioni della realtà, degli slogan urlati, delle foto-notizia sui social, delle sporche balle rifilate da agenzie di marketing che si spacciano per partiti politici.

Non vedo l’ora di dire agli italiani che non li difenderemo mai dai cambiamenti. Ma li accompagneremo e faremo in modo che per ciascuno di loro il futuro sia un posto molto, ma molto più bello del presente e del passato. Perché del futuro non bisogna mai avere paura: l’unica cosa di cui aver paura, è la paura stessa (cit. Franklin Delano Roosevelt), e per chi ha vissuto spacciando paura la pacchia è finita.

Non vedo l’ora di dire agli italiani col sorriso sulle labbra che se, nonostante tutto, cercano chi gli promette il paese di Bengodi domattina (salvo poi fare queste figuracce al governo) non devono votare per noi. Si accomodino pure a votare questi cialtroni che 14 mesi fa avevano disceso le valli del governo con orgogliosa sicurezza e ora se ne vanno con la coda tra le gambe.

Non vedo l’ora di dire agli italiani che è finita l’epoca di chi, tra la classe politica, vive con la testa rivolta se va bene agli Anni Novanta, ma spesso pure più indietro.

Non vedo l’ora di dire agli italiani che non vedranno mai, mai, mai più uomini e donne assumere responsabilità di governo senza saper distinguere un bilancio pubblico da un forno a microonde, e non vedranno mai più parlamentari alzarsi in aula e non saper leggere o capire un foglio scritto. Perché servire il paese è il più grande onore che un uomo o una donna possa avere nella vita, e ne deve essere all’altezza.

Non vedo l’ora di dire agli italiani che, con tutti i suoi e nostri bellissimi difetti, questo rimane il Paese più bello ed emozionante del mondo. Che ti toglie il fiato e ti inumidisce gli occhi di fronte alla bellezza dei suoi monumenti, allo splendore delle sue coste e dei suoi monti, alla generosità e alla grandezza d’animo dei suoi abitanti. Alla magia della sua cucina, delle sue canzoni, della sua storia.

Ma proprio per questo, è finita per sempre l’epoca di chi non è all’altezza di rappresentare questo Paese e portarlo, mano nella mano, a prendersi il futuro che merita.

Deputato Pd. E’ stato Assessore al Bilancio e alle Partecipazioni del Comune di Ferrara (dal 2010 al 2014) e Consigliere economico del Presidente del Consiglio (dal settembre 2014 al marzo 2018) prima con Matteo Renzi, poi con Paolo Gentiloni. Economista all’Università di Bologna presso il Dipartimento di Scienze Economiche, dove in questi anni ha insegnato Microeconomia, Macroeconomia e Strumenti e Mercati Finanziari (attualmente in aspettativa obbligatoria). Juventino.

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