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Cinque idee sulle elezioni in Emilia Romagna

Ileana Piazzoni lunedì 27 Gennaio 2020
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di Ileana Piazzoni

 

1. Bonaccini, il personaggio

Non mi convince la tesi del buongoverno che paga. Penso che sia un elemento importante ma non credo, purtroppo, che sia l’elemento che determina vittorie e sconfitte alle elezioni.

La grande capacità di Bonaccini è stata quella di costruire un personaggio, uscire dall’anonimato del funzionario di apparato e trasformarsi in figura forte e riconoscibile, incarnando un progetto di governo e un insieme di valori, veicolato con una efficace comunicazione. Grazie a questa operazione ha potuto tenere insieme una coalizione molto ampia, che è stata indispensabile per vincere, nonostante il grande risultato del Partito Democratico.

 

2. Il partito di Repubblica funziona (purtroppo)

Secondo: il partito di Repubblica funziona (purtroppo). Non che avessi mai avuto dubbi. Personalmente trovo da anni intollerabile che il centrosinistra debba essere ostaggio di un gruppo editoriale, ma questo è.

Non è più il potere di una volta, ma sicuramente sull’elettorato progressista continua a svolgere un peso determinante. Se ne deduce che sappiamo già quale sarà la strada che il Pd intraprenderà a breve, avendola stabilita Repubblica l’11 gennaio scorso.

 

3. L’operazione di assorbimento del M5s ha funzionato

Terzo: l’operazione di assorbimento della parte (minoritaria ma esistente) di elettorato grillino da parte del Pd, oltre che di quello fuoriuscito al seguito di Bersani e c., in Emilia Romagna ha funzionato.

Non in Calabria e quindi sul piano nazionale è tutto da verificare. Personalmente però ritenevo che il M5S rappresentasse qualcosa di più solido di quello che stiamo vedendo negli ultimi mesi.

Non credo dipenda solo dall’incapacità cosmica di Di Maio, ministri & C. e dal duro scontro con la realtà della loro ridicola propaganda. C’è qualcosa di più e di molto più strano.

 

4. Aggregare chi non condivide la linea del Pd

Quarto: l’oggettivo spostamento di linea del Pd, destinata ad accentuarsi nel prossimo futuro, richiede la costituzione di una proposta politica che sappia aggregare chi non condivide quell’impianto; si potrebbe definire area moderata ma in realtà si tratta di individuare una proposta di cambiamento radicale per un paese che tende a rifiutare lo sforzo necessario per uscire dalla marginalità di un’Europa che corre sempre più a due velocità.

Consolidare Italia Viva, l’unico partito di quest’area che ha dimostrato di avere una base di partenza solida e effettiva potenzialità di crescita, è il primo imperativo. Provare poi a superare la frammentazione di questo campo (spiace per i giovani di Volt, esperienza interessantissima, ma senza grandi media che ti sostengono puoi essere bravo quanto vuoi e prendere comunque lo 0,4%) è uno degli elementi da mettere all’ordine del giorno.

 

5. La scomparsa di Forza Italia

Quinto: in Emilia Romagna non è scomparso solo il M5S. E’ scomparsa anche Forza Italia. A dirla tutta, è proprio la percentuale di FI che è mancata alla Borgonzoni per avvicinarsi alla vittoria.

Vero che in Calabria la storia è un po’ diversa, ma mi pare che non sia sufficiente a bilanciare l’evidente disgregazione in atto. Che sta andando a rafforzare Lega e Fratelli d’Italia, innanzitutto, ma che fornisce un ulteriore sprone per chi non vuole consegnare quell’area alla destra (vedi punto quarto).

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