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Consiglio europeo, la strada è quella giusta (e Conte se la fa piacere)

Carlo Fusaro venerdì 24 Aprile 2020
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di Carlo Fusaro

 

Com’è andata al famoso Consiglio europeo del 23 aprile su cui erano state poste (esagerando) troppe aspettative? La risposta è benino. Un buon pareggio in condizioni difficili.

Conte se lo è fatto piacere assai, ed ha ragione. Forse avrebbe fatto meglio ad essere più prudente prima, non ci torno su (ora il divario fra risultati e “pretese” risalta di più).

Ricordiamo sempre che non esiste sistema più efficace per restare delusi che porsi aspettative fantasmagoriche e illusorie, non fondate su una corretta percezione della realtà. Così è quella di ottenere impegni a fondo perduto dopo essersi guadagnata (pre-coronavirus!) una consolidata fama non di spendaccioni (questo lasciamoli ai sovranisti del Nord) ma certo di cattivi spenditori dei soldi pubblici propri e presi a prestito, gente che si è speso miliardi in Quote100, che tradizionalmente non riesce a usare i soldi disponibili per investimenti, con una consolidata tradizione di truffone e truffette e – certo – di crimine organizzato (come tutti, ma di più!), nonché di evasori fiscali.

Del resto siamo i primi, anche a sproposito, a parlar male di noi stessi: ci conosciamo, ma esageriamo. Solo che: come stupirsi se gli altri ci credono? E poi flessibilità dopo flessibilità abbiamo usato anni buoni senza ridurre il debito: vero o falso? Mentre non riusciamo a ristrutturare la nostra economia e la nostra PA e la nostra giustizia per diventare più efficienti e accrescere la produttività: vero o falso?

La riprova sta negli spread: non tanto quello assoluto con i Bund tedeschi (non a caso oggi in rialzo), quanto quello con i bonos spagnoli e anche con l’equivalente dei bot del Portogallo (Portogallo! paese degnissimo ma piccino e con base produttiva incomparabile con la nostra).

Così stando le cose, aver tradotto in DECISIONE le proposte dei ministri finanziari è per noi un buon risultato. Quelle ipotesi diventano realtà, si faranno e quasi subito, settimane (soldi MES per la sanità, SURE per i disoccupati, prestiti BEI: totale 540 mld). Poi, se noi non se n’ha bisogno e vogliamo fare gli spiritosi, cavoli nostri (mi riferisco al 2% PIL a interessi stracciati dal MES).

Resta la cosa grossa del fondo, tutto da costruire, per la ricostruzione (non ha un nome, ancora!). E’ un successo aver ottenuto il mandato alla Commissione di fare una proposta.

Basti sapere però che resta TUTTO DA FARE, da discutere (com’è fra soci, guarda un po’). Infatti:

(1) E’ deciso che sarà legato al bilancio settennale;

(2) sul bilancio settennale c’era difficoltà a mettersi d’accordo precoronavirus, ora lo sarà ancora di più;

(3) non si sa molto sui tempi (comunque soldi non prima del 2021: del resto sono per il rilancio);

(4) si dovrà discutere se saranno altri prestiti o se saranno a fondo perduto: se va bene metà e metà (e mi sembra anche giusto);

(5) si dovrà vedere come la Commissione li raccoglierà e soprattutto se saranno – i costi – a spese di un bilancio accresciuto o di una riduzione di altre spese prima previste (per cui, mettiamo, si tolgono soldi alla PAC, agricoltura: già mi par di sentire gli strepiti da Varsavia a Palermo);

(6) si dovrà vederne l’entità anche se Von der Leyen dice che saranno 2-3 mila miliardi.

Insomma: strada giusta, potrà essere una parziale mutualizzazione, ma siamo all’inizio. Il fatto che Conte se la fa piacere, mi rassicura finché regge la maggioranza. Speriamo abbia fatto bene i suoi conti, per noi tutti.

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