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Di Maio, l’omonimia e le crepe nel consenso M5S

Marco Di Maio lunedì 5 novembre 2018
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di Marco Di Maio

 

Quell’errore sull’omonimia che mostra le crepe nel consenso grillino

La notizia non è l’omonimia, ma il fatto che il muro di consenso che ha permesso al Movimento 5 stelle di diventare il primo partito italiano, comincia a perdere pezzi. Mi capita saltuariamente di ricevere, tra le centinaia di mail giornaliere, alcune che, per disattenzione o fretta, vedono il mio indirizzo istituzionale utilizzato da elettori grillini o persone che vogliono indirizzare un messaggio al vice presidente del Consiglio. Solitamente rispondo che semplicemente hanno sbagliato Di Maio e finisce lì.

 

Mail bombing

Ma negli ultimi giorni è successo un fatto interessante ed inedito: probabilmente un messaggio circolato tra gli attivisti grillini, in cui si invitava a fare “mail bombing” ai propri parlamentari, copiando e incollando un testo sempre uguale, ha diffuso il mio indirizzo tra quelli della maggioranza. Risultato: centinaia di email in cui si chiede esplicitamente di dire “no al condono edilizio”, proponendo abrogazioni e modifiche al decreto legge su Genova.

Riflettendoci, è incredibile constatare come un partito che per anni ha contestato un modo di fare politica secondo loro improntato alla disonestà, alla tutela degli interessi di delinquenti e poteri forti, sia capace di fare una capriola tale da riuscire inserire un condono edilizio tombale su edifici costruiti ad Ischia, collegio elettorale di Di Maio (Luigi) dentro ad un provvedimento emergenziale per la tragedia del ponte Morandi a Genova. Solo immaginare un fatto del genere qualche mese fa sarebbe stato impossibile. E proviamo a pensare se questo condono fosse stato fatto da qualche esponente del passato governo, che cosa sarebbe accaduto.

L’o-ne-stà e il condono edilizio

Invece il condono edilizio lo ha fatto questo governo, salito al potere al grido di “o-ne-stà, o-ne-stà”; e nonostante la propaganda a tambur battente orchestrata da Casalino sui social, sui telegiornali e su una parte dei quotidiani nazionali, abbia cercato di far passare il fatto sotto silenzio, il lavoro dell’opposizione ha portato al risultato che una parte di persone si è accorta del bluff. Un partito-azienda, che si è fatto votare predicando radicalità a 360 gradi e si trova a governare con la Lega (un partito colpevole di aver rubato 49 milioni di euro pubblici, che ha governato per anni con Berlusconi, condonando e permettendo di tutto) approvando condoni e sversamenti di fanghi sui terreni agricoli.

Parlare agli elettori

E’ una piccola esperienza la mia, ma indicativa. Gli elettori che hanno scelto il MoVimento credendolo qualcosa di vicino alle proprie sensibilità, si stanno accorgendo della reale natura. Non mi ha mai convinto chi, dopo le elezioni del 4 marzo, ha teso a dipingere gli elettori di Lega e 5stelle come una massa di non pensanti lobotomizzati dai social. No, sono una parte di persone che si possono recuperare attraverso un’opposizione civile ma dura, intransigente ma costruttiva, capace di mostrare le contraddizioni di chi governa e offrire una proposta alternativa.

Bisogna lavorare per rafforzare la nostra opposizione e radicarla nella società civile lavorando sui temi che toccano da vicino la sensibilità delle persone: le politiche economiche e del lavoro, una visione alternativa delle politiche di sicurezza basate su un equo equilibrio tra diritti e doversi, una visione ecologica e sostenibile di sviluppo. Il tempo dimostrerà che la direzione presa da questo governo, tra false promesse, politiche d’odio e misure da campagna elettorale permanente, non porterà nulla di buono. Spetta a noi, progressisti ed europeisti, far sì che ciò avvenga e renderci pronti a rappresentare una credibile e moderna alternativa.

Deputato del Partito Democratico, eletto nel collegio uninominale Forlì-Faenza. Segretario della Commissione Affari Costituzionali.

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