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Movimenti civici: ecco perché servono i comitati

Umberto Minopoli lunedì 14 gennaio 2019
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di Umberto Minopoli

 

Servono i comitati civici? Ce lo siamo chiesti il 12 gennaio scorso nell’affollato e promettente incontro romano dei “comitati civici” nati dall’appello della Leopolda “Ritorno al futuro”.

 

La manifestazione popolare per la Tav

La risposta l’affiderei ad un esempio e ad un ragionamento politico semplice. Ognuno può farsi una domanda: se non ci fosse stata la manifestazione spontanea, popolare, civica, apartitica di novembre a Torino cosa sarebbe stata la discussione oggi sulla Tav? Sono convinto: una gran confusione. Col governo, forse, più unito e forte sul No Tav. E con paure, imbarazzi, distinguo, timidezza e voltafaccia anche dei partiti di opposizione. Quanti nel Pd avrebbero trovato di “sinistra” le obiezioni fintoambientaliste, antindustriali e antimoderne dei 5 Stelle alla Tav?

Invece l’opposizione civica, il protagonismo Si Tav, oltre ogni steccato di partito, ha fatto il miracolo: per la prima volta dopo anni c’è un sostegno popolare ad una grande infrastruttura di modernizzazione e sviluppo. E questo ha fatto il miracolo, sulla Tav, di dare coraggio pure al tremebondo, oscillante e instabile pd post-renziano.

 

La mobilitazione del partito del Pil contro la manovra

Al Si Tav della piazza va aggiunta la mobilitazione economica, nel pieno della discussione sulla manovra tra novembre e dicembre, delle imprese, dei ceti produttivi (industriali, commercianti, artigiani). La rivolta del partito del Pil ha creato sconquasso nel governo, ha delegittimato le bandiere della manovra populista (reddito di cittadinanza e quota 100), ha costretto il governo alla marcia indietro sull’euro e l’Europa.

Chi ricorda le oscillanti e incerte posizioni del Pd otto mesi fa, quando si iniziava a discutere di riforma della Fornero o di reddito di cittadinanza (da molti nel Pd ritenuti, allora, obiettivi di sinistra)? Se il Pd e Forza Italia, le due opposizioni, hanno trovato coraggio dell’opposizione frontale alla manovra è, innanzitutto, per le proteste civiche: dei sostenitori del fare, delle opere, dell’industria, delle infrastrutture, del partito del Pil.

 

La protesta civica degli scienziati

E civica ed esterna ai partiti è la protesta degli scienziati e dei medici che ha portato al patetico voltafaccia del guru dei 5 Stelle che ha firmato con Renzi e si e’ rimangiato anni di ciarlatanesimo antiscientifico.

Se oggi tutti si dicono rispettosi della scienza e della medicina vera è per l’impegno diretto dei medici, dei competenti e degli esperti. Chi ricorda che nel Pd aveva già attecchito, invece, la diffidenza e il calo delle braghe verso i populisti con le diffuse accuse agli eccessi di pedagogismo del prof. Burioni. Cosa doveva fare il prof. Burioni se non una campagna pedagogica sui rischi del no vax? Insomma l’impegno civile, oltre i partiti, è quello che ha fatto e fa la differenza.

 

I Movimenti civici 

L’unica vera assenza, in questo sommovimento civile avverso al populismo, è il sindacato: afasico, impotente, impalpabile, impercettibile.

Insomma: i movimenti civici hanno già segnato una novità e un successo. Dunque avanti con i comitati civici. E moltiplichiamo le iniziative di opposizione senza steccati e sigle di partito. Farebbero bene i partiti a tenerne conto. Discutere di questa mobilitazione civile sarebbe, per Pd e Forza Italia, certamente più utile e produttivo che dilaniarsi, in modo astratto e ripetitivo, sulle solite formule, schemi e propositi.

Chi nel Pd vuole liste aperte o fronti democratici, vale per Calenda e altri, dovrebbe guardare a questo civismo che ha già cambiato la politica, ha assestato colpi al governo e ha costretto l’opposizione a fare i conti con la realtà. Il Fronte democratico dovrebbe essere una nuova offerta politica. Non l’apertura delle liste Pd ad altri: quello che c’è sempre stato. E con risultati scarsi. Se il “Fronte democratico” torna ad essere solo il modo per candidare nel Pd i soliti vecchi notabili, figure eterne, retori e professioni permanenti del “centrosinistra allargato”, fritto e rifritto, vuol dire che non si è capito nulla. E si ricicla solo roba vecchia. E intanto si dimostra che Renzi (vedi appello a difesa della scienza) è sempre utile, nei momenti e sulle cose che contano a “stoppare” le derive del Pd.

Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare. Ha lavorato nel Gruppo Finmeccanica e in Ansaldo nucleare. Capo della Segreteria Tecnica del Ministro delle Attività Produttive tra il 1996 e il 1999. Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dei Trasporti dal 1999 al 2001. Consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico per le politiche industriali tra il 2006 e il 2009.

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