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di Marco Taradash

 

Salvini verso la leadership del ‘fascismo buffo’.

Domenica su tutte le prime pagine dei giornali c’era la “frenata” o la “retromarcia” di Salvini dopo gli attacchi da Marchese del Grillo alla magistratura (“Io sono io e voi non vi ha votato nessuno”).

Peccato che i giornali non colgano che in realtà Salvini ha fatto un ulteriore passo in avanti verso la sua trasformazione in Marchese di Grillo, ossia leader del partito unico di governo Lega5Stelle. L’argomento usato dal (vice)presidente del Consiglio è infatti di pura marca casaleggese: “Io non sono un sequestratore ma l’esecutore della volontà del popolo” (parola che avrà pronunciato in maiuscolo).

Beh, questo è un bel progresso filosofico (diciamo) per il leader della Lega e del governo che, a mia memoria, mai si era presentato nei termini roussoviani di interprete della volontà generale. Per la Casaleggio Theory, la democrazia è la realizzazione dell’assoluta identità dei governanti e dei governati, e l’unico detentore del potere è il popolo stesso, essere collettivo indivisibile e inalienabile, che la attua via web nei termini della democrazia diretta.

“Diretta” da Casaleggio e Grillo nell’obiettivo originario del M5S, che però ha dal 4 marzo capito che senza la destra fascia di Salvini al 51 per cento non ci arriva né ora né mai.

Così come Salvini ha capito che col centrodestra d’antan il suo sogno orbaniano non si realizzerà. Perché Berlusconi o sarà così forte da impedirglielo o così debole da non consentirgli un governo solido.

Presidente di Centromotore, l’aggregatore di forze per un Polo progressista e moderato. Liberale e radicale, deputato dal 1992 al 2001. Giornalista, conduce (solo di sabato) la rassegna “Stampa e Regime” di Radio Radicale.

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