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Paragonare l’Italia al Portogallo. Funziona?

Lorenzo Gaiani mercoledì 9 ottobre 2019
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di Lorenzo Gaiani

 

1. Il Portogallo ha un’estensione territoriale di 92391 kmq e poco più di 10 milioni di abitanti. L’Italia ha un’estensione di 302072 kmq e poco più di 60 milioni di abitanti. Il PIL del Portogallo è un dipresso la metà di quello della Lombardia.

Questo per fissare il punto di partenza.

2. Quando caddero le dittature fasciste in Portogallo e Spagna si era già a metà degli anni Settanta del secolo scorso, e i due paesi della penisola iberica erano in sostanza degli Stati economicamente sottosviluppati con qualche isola di sviluppo. L’Italia, nonostante la crisi petrolifera, era già un Paese di capitalismo industriale maturo con alcune isole di sottosviluppo.

3. Il risanamento economico del Portogallo secondo i dettami di Bruxelles fu largamente opera del Governo conservatore fra il 2011 ed il 2015, Governo che fra i suoi meriti aveva quello di non essere guidato da un miliardario megalomane e populista, di non avere come Ministro dell’Economia un tale persuaso di essere il Logos incarnato e di non avere come principale alleato un nemico dell’unità nazionale. Peraltro il partito conservatore vinse le elezioni del 2015, ma non poté governare perché non aveva la maggioranza assoluta né riuscì a trovare alleati in Parlamento. Per questo la mano passò al socialista Antonio Costa.

4. In Portogallo non esiste alcuna forza politica populista e nessuno si sogna di uscire dall’Eurozona.

5. I partiti di estrema sinistra che hanno dato il loro supporto al Governo Costa, e probabilmente torneranno a farlo, sono forze dotate di un radicamento oggettivo nella società portoghese e hanno un consenso elettorale limitato ma ragguardevole. Sinistra radicale in Italia vuol dire una serie di partitini litigiosi con più pretese che voti, i cui gruppi dirigenti fanno discorsi alla Che Guevara ma vanno in fregola appena sentono da lontano l’odore di un assessorato – figuriamoci di un Ministero.

A parte queste piccole ed irrilevanti differenze un paragone fra la situazione italiana e quella portoghese è perfettamente plausibile.

Classe 1966, laureato in Giurisprudenza, funzionario pubblico. È stato sindaco di Cusano Milanino. Fa parte della Segreteria regionale lombarda del PD

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