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Perché serve una resistenza civile

Dario Parrini mercoledì 10 ottobre 2018
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di Dario Parrini

 

Le forze che attualmente governano il nostro Paese sono pericolose per lo stato di diritto e per il lavoro.

L’attacco senza precedenti di Di Maio alla libera stampa, ultimo di una lunga serie di atti inquietanti, riflette la cultura profondamente autoritaria che caratterizza il M5S non meno della Lega.

La manovra economica che hanno messo in pista è il loro autoritratto: tagli alla scuola e al sociale; assistenzialismo della peggiore specie; niente per l’occupazione e lo sviluppo; troppo debito che penalizzerà tutti noi oggi e fortissimamente il futuro dei nostri figli e nipoti; uno scontro volgare con le istituzioni Ue nel segno di un antieuropeismo da avventurieri destinato ad avere gravi conseguenze sul sistema produttivo e soprattutto sui ceti sociali più deboli.

 

Il ruolo del Pd

Il Pd deve promuovere una vera e propria azione di resistenza civile.
Dobbiamo diventare il perno di un ampio schieramento comprendente tutti coloro che ritengono le follie sovraniste una minaccia politica e culturale contro cui è necessario dispiegare il massimo di mobilitazione.

Dobbiamo essere i protagonisti di un’opposizione vigorosa e propositiva. La contromanovra economica che abbiamo presentato nei giorni scorsi dimostra che ciò è possibile.

Tenendo il deficit sotto il 2%, per la precisione all’1.6%, si può ridurre il peso dei contributi in modo da far crescere le buste paga e da far costare meno le assunzioni; si possono raddoppiare i fondi per il reddito di inclusione contrastando la povertà senza rendere conveniente il non lavoro; si possono aiutare le famiglie con un assegno universale per i figli a carico; si possono riportare gli investimenti pubblici al 3% del pil e sostenere meglio chi vive in affitto, specialmente i padri e le madri più giovani.

 

Un’opposizione propositiva

Può esserci una riscossa. Va costruita giorno per giorno, in Parlamento e nel Paese. Con passione, responsabilità e serietà. Non sarà un’opera di breve durata.

E tuttavia è doveroso denunciare con costanza e lucidità le malefatte compiute da coloro che sono ora al potere in modo che la loro dannosità sia compresa da un numero sempre più grande di cittadini.

Contemporaneamente siamo tenuti a dar battaglia per i progetti in cui crediamo.
Progetti che vanno nell’interesse dell’Italia perché sono utili a rafforzare la crescita e la coesione sociale.

 

Sindaco di Vinci dal 2004/2013. Nel 2013/2018 deputato e dal marzo 2018 senatore. Dal febbraio 2014 al marzo 2018 segretario Pd Toscana.

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