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Da Roger Waters ai sindaci: l’opposizione intelligente

Marco Leonardi sabato 21 luglio 2018
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di Marco Leonardi

 

Dobbiamo fare presto, si sono aperte praterie immense per un’opposizione intelligente. Un mix di ideologia e revanscismo ha fatto compiere degli errori clamorosi ai 5 stelle nel decreto dignità -caso unico al mondo è in cui la disoccupazione si crea per decreto. E nelle contraddizioni di questo governo un opposizione intelligente si deve infilare.

 

Il concerto di Roger Waters a Roma

Pochi giorni fa sono stato al concerto di Roger Waters al Circo Massimo a Roma. Roger Waters fa un concerto esplicitamente politico, sul megaschermo scorrono in continuazione frasi sulla guerra e l’immigrazione, sul lavoro, sul ruolo delle donne in politica, sulla difesa dell’ambiente.

Roger Waters dei Pink Floyd è quello che ha fatto il concerto più famoso del mondo, quello sul muro caduto di Berlino nel 1990; c’era un milione di persone a sentirlo al Circo Massimo e io credo che due terzi di loro abbiano votato i 5 Stelle.

Mi domando: quanto tempo ci metteranno a capire che sull’immigrazione i cinque stelle si sono consegnati mani e piedi a Salvini, e per non dire di sì al meno peggio (che è Minniti) si sono consegnati al male assoluto (che è Salvini). E sul lavoro quanto ci metteranno a capire che i 5 stelle con tutta la loro buona volontà di ridurre contratti a termine alla fine faranno un pasticcio in cui ridurranno l’occupazione e, reintroducendo i voucher, aumenteranno la precarietà. E per le donne, che risposta è quella di un Governo con zero donne in ruoli che contano.

 

Il caso Ilva

E sull’ambiente infine, l’unica riflessione seria che hanno proposto è quella di chiudere llva, il più grande datore di lavoro di tutto il mezzogiorno, e farne un grande parco. A proposito di Ilva entro il 15 settembre scade la proroga per l’assegnazione ad Arcelor Mittal che ha vinto la gara. Capisco le esigenze di una segreteria unitaria pre-congressuale, ma il PD deve decidere se dire sì o no ad Arcelor Mittal. Prima c’era Calenda a gestire la situazione ma adesso che non c’è più e il PD deve esprimere una posizione senza assecondare la strategia di Di Maio che mi sembra evidentemente quella di prendere tempo (ed adire alla Magistratura) finché Arcelor non rinuncia. Bisogna che il PD dica sì o no perché nel frattempo la sicurezza degli impianti è a rischio e se Arcelor lascia il 15 di settembre 2018 possiamo dire addio agli investimenti stranieri per i prossimi vent’anni.

 

Le priorità della campagna elettorale

Il PD ha sbagliato le priorità nella campagna elettorale che si è combattuta sull’immigrazione, sul Sud e sulla povertà. Su tutti e tre i temi siamo arrivati in ritardo, non abbiamo capito che erano prioritari per le elezioni e abbiamo sbagliato. Ma abbiamo sbagliato le priorità perché abbiamo sbagliato l’analisi: non abbiamo capito che i nostri 3 anni 4 anni di buona crescita e di buona politica erano soltanto un “blip” in un ventennio di stagnazione e in un decennio di declino dal 2008 in poi. L’italiano medio in questi dieci anni ha perso quasi 9 punti percentuali di reddito pro capite è difficile credere che possa essere contento di 3-4 anni di crescita concentrati nelle città, nel nord del paese e nelle imprese più competitive con il commercio estero.

 

Ripartire dai sindaci

Ora bisogna iniziare da capo, a partire dai nostri sindaci, per avvicinarci ai cittadini e a come sono cambiate le loro abitudini di vita in questi anni. Ricomincerei dalle politiche urbane, dalle politiche sulla casa e i trasporti e dalle tecnologie che cambiano la vita nelle città. In modo diverso nelle piccole e nelle grandi città del nord, del centro e del Sud. Solo così ci possiamo avvicinare i cittadini e portare avanti la strategia dello sviluppo sostenibile nella pratica quotidiana.

Poi oltre al milione di persone che stava al concerto di Roger Waters bisognerà riconquistare anche il milione di moderati che non vogliono avventure in questo paese in declino e quindi forse non basta più neanche un solo partito ma ci vuole una grande coalizione per riempire enorme prateria che sta di fronte a noi. Ma questo è un altro discorso, iniziamo ad occuparci del PD a partire da quel che c’è.

Professore di Economia all’Università Statale di Milano. E’ stato consigliere economico della Presidenza del Consiglio. È responsabile del Dipartimento Economia del Partito Democratico. Fa parte della Presidenza Nazionale di Libertà Eguale.

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