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Turingia-Umbria: l’Europa minore scappa dai partiti di governo

Carlo Fusaro martedì 29 ottobre 2019
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di Carlo Fusaro

 

Due parole prima di farci rincitrullire dalla propaganda dopo il voto in Umbria (e in Turingia). Il parallelo è un po’ forzato ma interessante: due regioni molto piccole, due regioni relativamente arretrate, due regioni senza città grandi e dinamiche.

a) Sono stati test limitatissimi: ma nulla fermerà la pretesa di trarne indicazioni generali. E’ inevitabile: e del resto non mettiamo la testa sotto la sabbia, certi segnali hanno riscontri poderosi a tutti i livelli;

b) i fenomeni di fuga verso il cambiamento di destra sono evidenti da entrambe le parti; e nelle zone meno dinamiche non funziona neanche il trend verde: non funziona in Italia (Greta non sfonda da nessuna parte, per ora), non funziona in Umbria, non funziona in Turingia;

c) il travaso da Dc tedesca (CDU) a AfD (i loro sovranisti destrorsi con pericolose tendenze antisemite e comunque revansciste) è nitido, preciso, chirurgico; in più i segnali di tramonto della Spd sono forti (anche se lì con Linke-Leu al 31% e in salita, un calo era fatale: ma certo dal 12 all’8% siamo ai minimi per ricrescere);

d) in Umbria però si confermano i risultati delle Europee: alcuni l’avevano notato ben PRIMA (sommersi dal cazzeggio dei giornalai sempre a rincorrere finti trend decisi da altri), sarebbe stato strano che Pd-M5S vincessero: alle Europee – insieme – avevano meno voti della sola Lega, in Umbria! La Lega ha preso ieri il 36.95 aveva già il 38.18% (non c’erano i finti civici); trionfa FdI (dal 6.58 a 10.40%), continua a scendere FI che è ormai irrilevante (al 5.50%). La somma di queste forze quella era però e quella è stata confermata: il 57-58%);

e) il Pd scende ancora di poco (ma intanto ha subito la scissione di IV i cui elettori avranno certo votato Bianconi ma magari non Pd), quindi non va malissimo; sinistre-sinistre e verdi erano e restano irrilevanti (sicché continuo a non capire che senso potrebbe avere inseguire il nulla);

f) i problemi più grossi c’è l’hanno Di Maio e il M5S anche se non credo che in questo caso sia colpa del Ministro degli Esteri; chiaro che nella contaminazione schizoide (prima con Lega poi con Pd) l’elettorato grillino scappa da tutte le parti: è l’unico partito che ottiene (in crollo) un risultato DEL TUTTO diverso dalle Europee (dimezzando dal 14.63 al 7.41).
Se non è un fatto influenzato da vicende locali (e non credo) questa sì che è un’indicazione nazionale rilevante: quanto l’evidente fame della maggioranza degli italiani che vanno votando per una destra cattiva, politicamente scorrettissima, deliberatamente alternativa ai valori costituzionali e resistenziali (che palle l’internazionalismo, i valori comuni, l’umanitarismo e i diritti umani, l’Europa che pretende di farci funzionare un po’ meglio, viva Trump che ce l’ha duro più di Bossi e chi se ne frega se decliniamo felici e ignoranti nella nostra tutto sommato ancora buona qualità della vita. Ma durerà quanto?)

P.S. La Turingia è ex Ddr.

Già professore ordinario di Diritto elettorale e parlamentare
nell’Università di Firenze e già direttore del Dipartimento di diritto
pubblico. Ha insegnato nell’Università di Pisa ed è stato “visiting
professor” presso le università di Brema, Hiroshima e University College
London. Presidente di Intercultura ONLUS dal 2004 al 2007, trustee di
AFS IP dal 2007 al 2013; presidente della corte costituzionale di San
Marino dal 2014 al 2016; deputato al Parlamento italiano per il Partito
repubblicano (1983-1984).

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